La tedesca SCHOTT produce per la prima volta al mondo vetro ottico utilizzando idrogeno al 100%

Dopo aver già svolto con successo un test in laboratorio, il gruppo tedesco SCHOTT – specializzato nella produzione di vetro e vetroceramica – ha prodotto, per la prima volta al mondo, vetro ottico su scala industriale utilizzando una fornace alimentata al 100% con idrogeno.

In questo caso, come precisa la stessa società basata a Magonza in una nota, è stato utilizzato H2 grigio, e quindi di origine fossile, poiché – dichiara SCHOTT – la variante rinnovabile non è ancora disponibile in quantità sufficiente.

I 3 gironi di attività del forno alimentato a idrogeno si sono conclusi con esito positivo, e ora i tecnici dell’azienda stanno esaminando il vetro prodotto.

“Questo test con il 100% di idrogeno è stato un lavoro pionieristico per l’industria del vetro. Se le analisi dimostreranno che la qualità del vetro prodotto è adeguata e che le sue proprietà sono invariate, l’idrogeno si confermerà un’opzione sostenibile, almeno dal punto di vista tecnico” ha spiegato Lenka Deneke, project manager di SCHOTT.

Per la sperimentazione, che segue quella effettuata nella primavera dello scorso anno con una miscela di metano e idrogeno al 35% (e un test col 100% di idrogeno in laboratorio), l’azienda tedesca ha scelto un vetro ottico, che in ragione del suo utilizzo (beni di consumo ma anche strumenti di misurazione e per la ricerca) deve garantire elevati standard qualitativi.

Deneke ha però aggiunto che, anche qualora dovessero essere confermate le proprietà del vetro ottico prodotto usando idrogeno al 100%, per adottare davvero questo combustibile – e riuscire così a raggiungere l’obbiettivo di produrre vetro carbon-neutral entro il 2030 – saranno necessari notevoli investimenti nell’equipment e sarà imprescindibile poter disporre di una fornitura continua di H2 via pipeline.

Per quanto riguarda l’utilizzo di idrogeno grigio, Frank Heinricht, Chairman del Board e responsabile per la strategia di sostenibilità di SCHOTT, ha spiegato che “è stato deciso consapevolmente di usare la variante fossile poiché disponibile immediatamente, per poter testare la fattibilità tecnica della produzione di vetro ottico con il 100% di H2. Questo è andato bene per il test, ma per i nostri obbiettivi di decarbonizzazione abbiamo urgente bisogno di idrogeno verde in quantità sufficiente e di un’infrastruttura in grado di distribuirlo”.