L’Algeria studia come esportare in Italia idrogeno verde via gasdotto

L’Algeria già da mesi ha avviato un percorso che prevede lo sviluppo di una filiera locale dell’idrogeno verde, grazie a diversi progetti alcuni dei quali in collaborazione con un partner storico come l’Eni: l’obbiettivo non è tanto, o non solo, consumare il vettore internamente, quanto piuttosto esportarlo verso i mercati dell’Europa occidentale, che saranno particolarmente ‘affamati’ di H2 nei prossimi decenni.

Per questo, il Paese nordafricano, che come i suoi ‘vicini’ – grazie all’abbondanza di fonti rinnovabili – potrà produrre idrogeno verde in grandi quantità e a costo competitivi, sta già studiando come poter esportare l’H2 verso la sponda nord del Mediterraneo, e nello specifico in Italia, sfruttando le connessioni esistenti (a partire dal gasdotto Transmed; ndr).

Proprio di questo – secondo la ricostruzione di Agenzia Nova – ha parlato in un’intervista al quotidiano locale ‘Ennahar’, il Ministro algerino per le energie rinnovabili Benattou Ziane, definendo “molto probabile” lo scenario in cui l’Algeria esporterà idrogeno via gasdotto, poiché il Paese in tal modo “potrà ridurre le esportazioni di gas naturale verso l’Italia del 25% e sostituirlo con idrogeno verde, cosa che ci farebbe risparmiare grandi quantità di gas di cui abbiamo bisogno per alimentare il consumo interno”.

Il ministro algerino ha quindi aggiunto che il suo Paese sta negoziando con la Germania per costruire un impianto di idrogeno verde in Algeria, con una capacità produttiva di 20 megawatt, prevedendo che questo progetto possa vedere la luce entro il 2024. In generale, Ziane ha ribadito l’impegno messo in campo dall’Algeria per avviare la transizione energetica attraverso diverse iniziative, come per esempio un nuovo progetto – che peraltro non sarebbe ancora stato annunciato pubblicamente – finalizzato a generare 1.000 megawatt di energia solare, nell’ambito di un più ampio piano che prevede il raggiungimento di un target di 15.000 megawatt di energia solare entro il 2035, a un ritmo di 1.000

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