L’americana AES Corporation ‘prenota’ alla connazionale Electric Hydrogen (finanziata da Bill Gates) 1 GW di nuovi elettrolizzatori PEM

Electric Hydrogen (EH2) – azienda americana nata nel 2020 con il contributo di Breakthrough Energy Ventures, il fondo per investimento ‘green’ creato da Bill Gates – ha annunciato di aver raggiunto un accordo quadro con la connazionale AES Corporation per la prenotazione di una capacità di produzione di elettrolizzatori pari a 1 GW.

In base a quanto stabilito, AES potrò ordinare a EH2 i suoi moduli di elettrolisi PEM da 100 MW, fino ad una capacità complessiva di 1 GW.

“L’esperienza di AES nel mercato dell’energia, nello sviluppo di progetti e nell’integrazione di tecnologie è ai massimi livelli” ha sottolineato Raffi Garabedian, CEO di Electric Hydrogen. “Siamo felici di poter aiutare AES a realizzare le sue ambizioni nel settore dell’H2 e di lavorare con loro allo sviluppo di nuovi progetti legati all’idrogeno verde”.

Gli impianti di elettrolisi PEM da 100 MW di EH, in grado di ottimizzare il consumo energetico adattandosi al meglio a diverse fonti di energia rinnovabile, sono progettati e realizzati negli USA, in due stabilimenti produttivi che l’azienda opera in California (a cui se ne aggiungerà un altro, in fase di costruzione, in Texas).

“La tecnologia innovativa di Electric Hydrogen e la sua capacità di produzione su larga scala ci consentiranno di offrire soluzioni di decarbonizzazione competitive ai nostri clienti dei settori hard to abate” ha aggiunto Ashley Smith, Chief Innovation Officer di AES. “La nostra azienda sta compiendo tutte le azioni necessarie per consolidare la sua supply chain in modo proattiv,o al fine di sviluppare il business dell’idrogeno green”.

La roadmap delineata da Electric Hydrogen per scalare la sua capacità produttiva punta a rendere economicamente competitivi gli impianti di elettrolisi prodotti negli Stati Uniti (anche rispetto ad alternative ‘cheap’ come quelle di produzione cinese), e quindi a consentire di produrre H2 green ad un costo finale analogo a quello dei combustibili fossili entro il 2030.