L’americana Sensit Technologies si insedia in Progetto Manifattura a Rovereto, dove svilupperà sensori per le fughe di idrogeno in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler

L’azienda americana Sensit Technologies, già presente in Italia con una propria sede a Bolzano (dal 2018), ha deciso di insediarsi anche in Progetto Manifattura a Rovereto, il polo tecnologico della green economy di Trentino Sviluppo, per lavorare sullo sviluppo di nuovi sensori portatili capaci di segnalare le eventuali fughe di idrogeno (proprio come già avviene con il gas tradizionale) in sinergia con il Centro Sensors and Devices e con il Centro Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler, quest’ultimo anch’esso in procinto di spostarsi nell’incubatore.

Nata nell’Indiana e attiva da oltre quarant’anni nell’ambito dell’analisi e ricerca delle fughe di gas e dell’analisi ambientale, Sensit Technologies ha deciso di insediarsi a Rovereto per rafforzare la collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler e farsi trovare pronta per quando verrà completata la transizione energetica che prevede il passaggio dalle reti di distribuzione basate sul gas metano a quelle basate sull’idrogeno.

“Un passaggio di questo tipo – spiega il responsabile Daniele Fogale – permetterà di mantenere l’infrastruttura di distribuzione esistente, ma comporterà per esempio il cambio delle caldaie. Si tratta di un cambiamento che coinvolgerà interi territori e avverrà per fasi intermedie. Per un certo periodo di tempo, infatti, nelle reti di distribuzione idrogeno e gas metano potranno convivere, anche se bisognerà calcolare attentamente il potere calorifico delle miscele per evitare sproporzioni in bolletta”.

Ad oggi il processo transitorio è ancora nella sua fase iniziale e la normativa italiana prevede che, in via sperimentale, i distributori possano immettere nelle proprie reti una percentuale di idrogeno non superiore al 2% del totale. Quel che è certo, però, è che fin d’ora vanno aggiornati i protocolli di sicurezza e gli strumenti di controllo delle fughe, che non dovranno rilevare più soltanto eventuali perdite di gas metano, ma anche eventuali perdite di idrogeno.

Proprio per questo, Sensit Technologies – dopo aver realizzato uno studio di fattibilità con la Fondazione Bruno Kessler – sta sviluppando un nuovo prototipo di sensori di controllo portatili pensati appositamente per rilevare le fughe di idrogeno. L’azienda, dal canto suo, porterà le proprie competenze in materia di costruzione delle apparecchiature, mentre conta sulle competenze dei ricercatori dei Centri Sensors and Devices e Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler, così come dei ricercatori dell’Università di Trento, per trovare insieme nuove soluzioni dal punto di vista della progettazione sensoristica.