L’Australia National University: idrogeno verde sotto i 2 euro al Kg entro un decennio

Il costo di produzione dell’idrogeno verde potrà scendere sotto i 2 euro al Kg in tempi relativamente brevi, grazie alla fortissima riduzione del prezzo delle energie rinnovabili e ad un progressivo calo del capex per impianti di elettrolisi.

Ne sono convinti i ricercatori dell’Australia National University, che hanno recentemente pubblicato un articolo di approfondimento dedicato a questo tema e consultabile liberamente (https://ccep.crawford.anu.edu.au/sites/default/files/publication/ccep_crawford_anu_edu_au/2020-08/ccep20-07_longden-jotzo-prasad-andrews_h2_costs.pdf).

Lo studio, che prende in esame l’evoluzione del costo delle energie rinnovabili e degli elettrolizzatori, conclude infatti che sarà possibile nel prossimo futuro produrre H2 green a meno di 3 dollari australiani al Kg, cifra che equivale a 1,84 euro, mentre nel medio termine sembra alla portata il risultato del 2 dollari australiani al Kg, ovvero 1,23 euro.

Prendendo quindi in esame le dinamiche di prezzo delle energie rinnovabili, le principale variabile che influenza il costo di produzione dell’idrogeno verde, i ricercatori australiani evidenziano una curva discendente che dovrebbe accentuarsi ulteriormente nei prossimi anni. Il ‘levelised cost of electricity’ (LCOE) per impianti eolici di grandi dimensioni nel 2020 è compreso tra 49 e 64 dollari australiani per MWh, mentre nel 2030 dovrebbe scendere fino a 33 dollari australiani per MWh, e fino a 26 dollari australiani per MWh entro il 2040. Il LCOE dell’energie eolica ad oggi è invece compreso nel range 46-64 dollari australiani per MWh, ma le previsioni parlano in questo caso di una riduzione fino a 46 dollari australiani per MWh nel 2030 e a 43 dollari australiani per MWh nel 2040.

Una dinamica analoga dovrebbe poi interessare anche i costi degli elettrolizzatori, ovvero degli strumenti con cui produrre idrogeno verde utilizzando l’energia rinnovabile, che sono l’altra principale variabile ad incidere sul costo finale dell’H2 green.

Secondo dati della IEA riportati nello studio dell’Università australiana, oggi il capex medio per un impianto di elettrolisi è compreso tra i 714 e i 2.000 dollari australiani a Kw, mentre nel 2030 dovrebbe essersi abbassato fino a 571-1.214 dollari australiani per Kw. Per quanto riguarda invece gli elettrolizzatori con tecnologia PEM (polymer electrolyte membrane), dagli attuali 1.571-2.571 dollari australiani a Kw, si dovrebbe passare nel 2030 a 928-2.143.

Incrociando quindi i dati relativi al costo dell’energia rinnovabile e al costo degli elettrolizzatori, nel report i ricercatori tracciano una curva di costo dell’idrogeno verde nei prossimi anni, ipotizzando 3 diverse possibilità.

Con un ‘capacity factor’ del 30%, in linea con l’utilizzo di energia solare, un kg di H2 green dovrebbe costare tra i 3,12 e i 3,82 dollari australiani nel 2020 e tra i 2,25 e i 2,95 dollari australiani nel 2030.

Con un ‘capacity factor’ del 45%, associato all’utilizzo di energia eolica onshore, il costo dell’idrogeno dai 3,10-3,60 dollari australiani a Kg del 2020 dovrebbe arrivare fino a 2,7-3,2 dollari australiani a Kg nel 2030.

Infine, con un ‘capacity factor’ del 90%, l’idrogeno verde potrebbe essere prodotto a meno di 3 dollari australiani per Kg se il costo dell’elettricità sarà sotto i 50 dollari australiani per MWh, mentre per far scendere il costo dell’H2 sotto i 2 dollari australiani a Kg, il costo dell’energia dovrebbe scendere sotto i 30 dollari australiano per MWh.

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