L’azienda Walter Tosto pensa a stoccare idrogeno nei depositi costieri del porto di Trieste

C’è anche l’idrogeno nei piani del gruppo abruzzese Walter Tosto, che recentemente è subentrato nella gestione dei depositi costieri del porto di Trieste.

A riferirlo – durante un’intervista al quotidiano locale Il Piccolo – è stato Luca Tosto, Amministratore delegato dell’omonima azienda che a fine 2020 ha rilevato, comprandola all’asta conseguente alla procedura fallimentare, la società Depositi Costieri Trieste.

Tosto ha delineato un piano di rilancio della struttura logistica che prevede un investimento complessivo di 10 milioni di euro, sia par dare nuovo impulso allo storico core business della neo-acquisita realtà societaria, ovvero lo stoccaggio di prodotti petroliferi (compreso ovviamente il carburante navale), sia per l’ingresso in nuovi segmenti di mercato, tra cui – in prospettiva – anche quello dell’H2.

“L’intenzione – ha spiegato infatti Tosto a Il Piccolo – è di mantenere l’attività storica, incrementandola con nuovi prodotti derivati dalla trasformazione o dalla miscelatura. Immaginiamo di poter espandere le nostre iniziative anche in altri spazi, previo confronto con le istituzioni del territorio. Pensiamo a nuovi tipi di bunkeraggio che riguarderanno altri gas come, per esempio, il GNL. E stiamo studiando anche le applicazioni dell’idrogeno”

Fondata oltre 60 anni fa a Chieti, Walter Tosto oggi è attiva nella produzione e fornitura di ‘apparecchi critici’ per il processo produttivo di petrolio e gas, impianti chimici, petrolchimici, centrali elettriche, con 9 società controllate in Italia e Romania e un fatturato che nel 2020 ha superato i 100 milioni di euro.

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