L’Eni punta su GNL e biofuel per decarbonizzare lo shipping. Ricci: “Da evitare investimenti su H2 e ammoniaca”

L’Eni si è – almeno per il momento – schierata contro lo sviluppo di soluzioni legate all’idrogeno e ai suoi derivati (leggi ammoniaca) per la decarbonizzazione del trasporto marittimo.

Una posizione abbastanza controcorrente, espressa dal Energy Evolution Chief Operating Officer del ‘cane a sei zampe’ Giuseppe Ricci, intervenuto durante l’Annual Meeting 2024 di Assarmatori, una delle principali associazioni nazionali di armatori.

Nel post pubblicato su Linkedin, in cui riassume il suo intervento alla kermesse romana, Ricci scrive: “L’impegno di Eni rimane focalizzato sullo sviluppo di soluzioni che siano in linea con la maturità tecnologica e la disponibilità delle infrastrutture necessarie. Nel breve termine, è fondamentale privilegiare i biocarburanti che sono già sul mercato e non necessitano di investimenti infrastrutturali. Bene anche l’LNG (con motori dual fuel LNG-biofuels) perché il gas conviene solo nel breve a causa del suo ridotto potenziale di decarbonizzazione”.

Sottolineando quindi l’importanza di un “approccio flessibile basato sulla neutralità tecnologica”, ma finalizzato sempre “alla ricerca delle soluzioni più efficienti e meno costose nel loro complesso”, il top manager dell’Eni sostiene che la necessità di “evitare di investire in soluzioni, come l’ammoniaca e l’idrogeno, dove agli elevati costi del vettore energetico e del naviglio vanno aggiunti gli ingenti investimenti da realizzare nei porti, senza peraltro essere certi della loro fattibili e accettabilità”.

Viceversa – secondo Ricci – “i biocarburanti oggi sono l’unica soluzione pronta a supportare la decarbonizzazione, riducendo le emissioni fino e oltre all’80%, idonea sia per le navi esistenti che per quelle nuove”.

Una visione ovviamente legittima, che tuttavia appare in disaccordo rispetto a quella di diversi osservatori internazionali, a partire da Lloyd’s Register (LR), secondo cui entro la metà del secolo l’industria dello shipping diventerà il primo consumatore globale di ammoniaca.

Nel suo dossier ‘The Future of Maritime Fuels’, pubblicato lo scorso anno, la società di consulenza e certificazione navale britannica scriveva che “i fuel hydrogen-based sono visti come i principali candidati per decarbonizzare lo shipping: in media, possono arrivare ad una quota del 14% del fuel mix entro il 2030 per raggiungere poi il 66% entro il 2050”.