L’Hydrogen Council ribadisce: “Abbiamo bisogno di tutte le tipologie di idrogeno, non esiste un unico schema valido”

Tutti le tipologie di idrogeno low-carbon – e quindi, è il sottointeso, non soltanto quello verde – saranno necessarie per decarbonizzare davvero l’economia europea.

Lo ha ribadito, in un recente intervento sul suo profilo Linkedin, Daryl Wilson, manager con una lunga esperienza nel settore dell’idrogeno, ex CEO di Hydrogenics e da alcuni mesi Executive Director dell’associazione Hydrogen Council.

Wilson ha ricordato che, nel corso del recente annual CEO meeting dell’associazione, il 5° della sua storia (ovviamente svoltosi in modalità digitale a causa del coronavirus) è stato presentato il dossier ‘Hydrogen Decarbonization Pathways’, un approfondito studio sullo stato dell’arte e sulle prospettive della filiera dell’H2, “il cui scale-up sarà possibile solo se avremo a disposizione molta più energia rinnovabile”. Ma, aspetto altrettanto importante secondo l’Executive Director dell’Hydrogen Council, “avremo anche bisogno di idrogeno decarbonizzato da tutte le fonti e generato con diversi modelli produttivi, se vogliamo raggiungere i nostri target ambientali creando benefici per la società dal punto di vista sia economico che della sostenibilità”. Wilson ha quindi assicurato che, proprio dai risultati del report, emerge come “riduzioni considerevoli delle emissioni di gas serra sono realizzabili con lo scale-up di differenti tipologie di idrogeno pulito”.

Nel suo intervento il manager ha poi fissato quelle che ritiene 3 ‘key issue’ per il settore dell’idrogeno, partendo dal fatto che “il 2021 è il momento in cui trasformare visioni e strategie in interventi precisi e concreti che, insieme ad un sostegno pubblico sia al versante dell’offerta sia a quello della domanda di H2, possano contribuire ad una trasformazione sistemica e di larga scala”.

Il secondo punto focalizzato da Wilson riguarda il fatto che ogni regione o area geografica deve declinare le proprie strategie per l’idrogeno sulla base di peculiarità ed esigenze differenti: “Non esiste un’unica prospettiva valida sull’H2, che è un ‘coltellino svizzero dell’energia’ in grado di rendersi utile in una grande varietà di possibili schemi di applicazione”.

Infine, è necessario per l’Executive Director dell’Hydrogen Council che tutti sentiamo “un senso di urgenza” nell’agire per favorire lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, poiché “gli investimenti in campo energetico hanno un ciclo lungo, e quello che pianifichiamo adesso si rifletterà sul futuro per molti anni”.

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