L’industria marittima è pronta a trasportare H2, ma chiede ai governi policy più incisive

Il trasporto marittimo avrà un ruolo centrale nel favorire la diffusione a livello globale dei combustibili green, in primo luogo quelli derivati dall’idrogeno, e gli imprenditori del settore, consapevoli delle loro responsabilità, sono pronti ad investire. A patto però che i Governi riescano ad attuare misure politiche più incisive di quelle delineate fino ad ora, per abilitare davvero lo sviluppo di un’economia dell’H2 a livello globale.

A fare il punto è l’International Chamber of Shipping (ICS) – la principale associazione internazionale di armatori, guidata dall’italiano Emanuele Grimaldi – che cita un recente studio del Tyndall Center dell’Università di Manchester, in cui viene ribadito il ruolo centrale che il settore marittimo svolgerà nel trasporto dei carburanti verdi necessari per raggiungere gli obiettivi climatici globali, ma viene anche messo in luce l’enorme divario esistente tra i progetti annunciati dai governi e ciò che è sarebbe effettivamente richiesto.

Gli autori del dossier – chiamato ‘Shipping’s Role in the Global Energy Transition’ – hanno identificato la crescita dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio e dei bio-fuel come essenziali per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo sul clima di Parigi, ma hanno anche rilevato, riferisce l’ICS, come la mancanza di politiche abilitanti da parte dei governi e di garanzie di mercato e prezzi per produttori e consumatori, stia frenando gli investimenti nelle infrastrutture per la navigazione necessarie per sostenere la transizione energetica globale.

Il mondo ha bisogno di 50-150 milioni di tonnellate di idrogeno a basse emissioni di carbonio entro il 2030, ma c’è un grande divario tra questo e quanto pianificato fino ad oggi: i progetti già annunciati produrranno solo 24 milioni di tonnellate entro il 2030, secondo l’Autorità internazionale per l’energia. È preoccupante che solo il 4% di questi progetti abbia una decisione finale di investimento. Alla luce di tali dati, i ricercatori del Tyndall Center hanno chiesto politiche governative più forti per dare ai produttori, ai trasportatori e ai consumatori di idrogeno a basse emissioni di carbonio la fiducia di cui hanno bisogno per investire.

La professoressa Alice Larkin, coautrice del rapporto, ha dichiarato: “I nuovi carburanti verdi sono essenziali per raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi, e il settore marittimo ha un ruolo fondamentale nel trasportarli. Ma la produzione di questi fuel deve essere incrementata: c’è un enorme divario tra i piani attuali e ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi di Parigi”.

Il rapporto identifica un ruolo importante per il settore marittimo in questa transizione energetica globale, che dovrà trasportare biofuel e idrogeno convertito in ammoniaca, mercato il cui volume potrebbe arrivare ad eguagliare quello di gas e carbone nei prossimi decenni.

Servirebbero però nuove navi specializzate e terminal dedicati, ma per poter compiere questi investimenti l’industria marittima ha bisogno di certezze, motivo per cui l’ICS, accogliendo con favore la pubblicazione di questo report, ha inviato i Governo che stanno partecipando alla conferenza sul clima COP27 a dare “”segnali di mercato più forti” all’industria marittima per ridurre i timori che qualsiasi nuova nave costruita per il trasporto di carburanti a basse emissioni di carbonio non venga mai utilizzata.

Tra le policy ritenute efficaci, il dossier del Tyndall Centre ha identificato, per esempio, l’introduzione di mandati per l’aumento delle percentuali di idrogeno verde e l’implementazione di ‘crediti di produzione’ per l’H2.

“L’industria navale sa di avere un ruolo enorme da svolgere nella decarbonizzazione globale nei prossimi decenni, trasportando i nuovi carburanti verdi di cui l’economia mondiale ha bisogno. Ma per permetterci di investire, i Governi devono attuare politiche molto più incisive per ridurre il rischio connesso ai nuovi progetti di idrogeno verde” ha commentato Guy Platten, segretario generale della International Chamber of Shipping. “Le strategie nazionali sull’idrogeno devono includere un focus esplicito sul supporto delle infrastrutture di trasporto necessarie sia per le importazioni che per le esportazioni. L’industria è pronta a rispondere, ma abbiamo urgentemente bisogno di segnali di mercato più forti e investimenti infrastrutturali per rendere tutto ciò una realtà”.