Lo shipping mondiale investirà 5 miliardi di dollari per sviluppare carburanti ‘zero-carbon’, tra cui l’H2

L’industria marittima mondiale, rappresentata da diverse associazioni di settore, ha deciso di ‘auto-tassarsi’ e raccogliere così fino a 5 miliardi di dollari da investire nello sviluppo di tecnologie e carburanti alternativi a zero emissioni di carbonio, tra cui l’idrogeno e i suoi derivati come l’ammoniaca, considerata da molti osservatori come l’opzione più efficace per decarbonizzare lo shipping nel lungo termine.

Gli armatori di tutto il mondo stanzieranno un contributo pari a 2 dollari per ogni tonnellata di combustibile consumato, con l’obbiettivo di finanziare un programma di ricerca supervisionato dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e gestito da un’organizzazione non governativa creata ad hoc, il Consiglio Internazionale Ricerca e Sviluppo Marittimo (IMRB), mirato a indentificare e sviluppare tecnologie a zero emissioni di carbonio utilizzabili dalle navi già dal 2030.

A darne notizia è CLIA, l’associazione internazionale delle compagnie crocieristiche, che ha promosso questa iniziativa insieme a molte altre organizzazioni del settore tra cui Bimco, Intercargo (rinfuse secche), Interferry (traghetti), Intertanko (rinfuse liquide), International Parcel Tankers Association, International Chamber of Shipping (l’associazione mondiale di tutti gli armatori) e World Shipping Council.

Secondo tutti questi soggetti, nonostante le emissioni delle navi siano già scese del 7% rispetto al 2008, il mondo dello shipping resta ancora dipendente dai combustibili fossili e il raggiungimento dell’obiettivo fissato dall’IMO di ridurre entro il 2050 di almeno il 50% le emissioni del trasporto marittimo sarà possibile solo con l’adozione di nuove tecnologie e l’uso di nuovi carburanti. “Molte soluzioni sono allo studio – si legge in una nota – ma alcuni nodi sono ancora da sciogliere: dall’applicazione di queste tecnologie su larga scala sulle imbarcazioni transoceaniche a questioni di sicurezza, stoccaggio, distribuzione e molto altro. Gli obiettivi climatici dell’IMO possono essere raggiunti solo con una immediata accelerazione verso carburanti e tecnologie a zero emissioni di carbonio e l’IMRB è uno strumento essenziale di questo processo”.

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