Londra presenta la sua nuova strategia energetica: target di produzione di H2 raddoppiato a 10 GW entro il 2030

Analogamente a quanto fatto dalla Commissione Europea con il piano REPowerEU, anche il Governo del Regno Unito ha messo a punto una nuova strategia energetica mirata a raggiungere l’indipendenza o quantomeno a svincolare il Paese da un’eccessiva dipendenza da fornitori, nonché da un mercato del gas naturale sempre più incerto e caratterizzato da prezzi stellari.

Si tratta della British Energy Security Strategy presentata ieri dal Premier Boris Johnson: un documento programmatico che prevede il forte sviluppo del nucleare di nuova generazione, della produzione di energia rinnovabile e dell’idrogeno, puntando a raggiungere una produzione elettrica per il 95% low-carbon entro il 2030.

L’ambizione di Londra è quella di arrivare ad una capacità installata di ‘nuovo’ nucleare pari a 24 GW entro il 2050, mentre in ambito rinnovabili i target sono stati elevati a 50 GW entro il 2030 per l’eolico offshore (di cui almeno 5 GW da strutture galleggianti in alto mare) e a 28 GW (il doppio del valore attuale) entro il 2035 per il fotovoltaico.

In tema di idrogeno i precedenti target della strategia nazionale sono stati raddoppiati e ora l’obbiettivo è raggiungere una capacità produttiva pari a 10 GW entro il 2030, almeno la metà dei quali dovrà essere costituita da H2 green generato sfruttando l’energia prodotta dai parchi eolici offshore.

L’idrogeno – si legge nel documento di presentazione della strategia – “sarà vitale per fornire energia pulita all’industria britannica, consentendole di abbandonare i costosi e inquinanti combustibili fossili, e potrà anche essere utilizzato per rendere sostenibili i settori della generazione elettrica, dei trasporti e potenzialmente anche del riscaldamento”.

Uno sviluppo, quello della filiera dell’H2, da cui potranno derivare 12.000 nuovi posti di lavoro entro la fine del decennio, e che il Governo di Downing Street sta già perseguendo attivamente con azioni concrete, come la garanzia statale dell’agenzia di credito all’export UK Export Finance concessa a un finanziamento di 400 milioni di sterline che un pool di banche internazionali (composto da HSBC, Sumitomo Mitsui Banking Corporation e Bank of America) erogherà alla multinazionale britannica Johnson Matthey, specializzata nelle tecnologie per la transizione energetica. L’azienda impiegherà queste risorse per lo sviluppo di nuove soluzioni relative all’impiego di idrogeno per decarbonizzare l’economia.