Mazzoncini (A2A) ad ARERA: “Ridurre oneri di sistema della rete per rendere competitiva la produzione di idrogeno verde”

Ridurre o azzerare gli oneri di sistema connessi con l’utilizzo della rete elettrica per rendere competitiva la produzione di idrogeno verde.

E’ questa la proposta lanciata dall’Amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini nel corso del webinar “La strategia sull’idrogeno e la transizione energetica”, organizzato da Il Sole 24 Ore, e rivolta in prima battuta ad ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

“Il mio ragionamento parte dalla situazione concreta in cui ci troviamo in Val Camonica, in qualità di partner del progetto H2iseO cui spetta il compito di produrre, insieme a Snam, l’idrogeno destinato ai treni ad H2 che Alstom fornirà a FNM a partire dal 2023”.

FNM ha già annunciato che realizzerà, insieme appunto all’utility lombarda, almeno 2 (forse 3) impianti per la produzione di H2, uno dei quali sarà alimentato con l’energia rinnovabile generata dal termovalorizzatore A2A di Brescia, “che ha il vantaggio di un’erogazione continua e costante, a differenza di eolico e fotovoltaico”.

Visto che il termovalorizzatore è a Brescia e l’impianto di rifornimento sorgerà invece ad Iseo, a circa 30 Km di distanza, “dobbiamo decidere se produrre l’idrogeno a Brescia, e poi trasportarlo fino ad Iseo con un apposito idrogenodotto, oppure se installare invece l’elettrolizzare direttamente ad Iseo, alimentandolo con l’energia rinnovabile originata dal termovalorizzatore”.

Secondo Mazzonicni, questo secondo modello è probabilmente il più efficiente, ma “c’è una questione relativa ai costi della rete, che sono elevati”.

Per questo, il numero uno di A2A ha lanciato una proposta ad ARERA e di conseguenza al legislatore: “Visto che l’idrogeno è un vettore energetico, l’energia usata per produrlo potrebbe beneficiare – come accade già per altri impieghi – di uno sconto, o di un’esenzione, degli oneri di sistemi connessi all’utilizzo della rete. Si tratterebbe di un sostegno concreto, che potrebbe dare un contributo davvero importante alla competitività dell’idrogeno verde”.

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