McPhy: nel 2023 crescono i ricavi, ma rallenta l’acquisizione di nuovi ordini

Sono cresciuti, nel 2023, i ricavi di McPhy, che però ha registrato invece una riduzione dell’oderbook a causa dello slittamento di alcuni progetti di grandi dimensioni.

L’azienda francese – che ha diffuso i dati sul fatturato complessivo, in attesa di pubblicare il bilancio completo il prossimo 7 marzo – è sempre più concentrata sul business degli elettrolizzatori, che con 13,7 milioni di ricavi lo scorso anno (+25% rispetto al 2022) pesa per il 73% sul volume d’affari totale, attestatosi a 18,8 milioni di euro con un incremento del 17% rispetto ai 16,1 milioni dell’anno precedente.

Rimane ormai residuale l’attività legata alle hydrogen refueling station, che McPhy ha infatti deciso di cedere alla connazionale Atawey.

Per quanto riguarda le vendite degli impianti di elettrolisi (il 74% relative ai moduli di maggior size della linea McLyzer, e per il resto riguardanti la serie Piel), la crescita – scrive McPhy nella sua nota – è dovuta all’esecuzione di alcuni progetti di grande dimensione e anche ai primi benefici derivanti da alcuni progetti nel settore industriale come quello di Plansee Group e quelli di ArcelorMittal e VEO4

Come detto, però, l’acquisizione di nuove commesse nel corso del 2023 ha decisamente rallentato “a causa del rinvio di alcuni importanti progetti, e nonostante una forte attività di partecipazione a bandi” portata avanti della società. Il valore totale dei contratti acquisiti si è infatti fermato a 13 milioni, con un calo del 56% su base annua. In particolare, il progetto Djewels di HyCC, che la scorsa estate aveva commissionato a McPhy un elettrolizzatore da 20 MW, attende ancora la FID e quindi per il momento il fornitore francese non può inserirlo nel backlog, che quindi si è fermato a 23,9 milioni di euro al 31 dicembre scorso (di cui l’84% legato agli elettrolizzatori), rispetto ai 30,6 milioni di fine 2022.

Su livelli elevati è stata invece la partecipazione a bandi di gara e trattative, che per esempio hanno portato McPhy a firmare un contratto preliminare con l’azienda tedesca HMS Group (non inserito nel backlog poiché, analogamente al progetto di HyCC, manca ancora la Final Investment Decision) per la fornitura di 4 elettrolizzatori McLyzer 3200-30 tra il 2025 e il 2027, che l’azienda intende produrre nella sua nuova gigafactory di Belfort, il cui avvio delle attività è schedulato nel secondo trimestre di quest’anno. Grazie al nuovo sito francese e al recente incremento fino a 300 MW all’anno della capacità dello stabilimento produttivo italiano di San Miniato (Pisa) – dove verranno prodotte anche le stack per gli impianti destinati ai progetti Djewels e HMS – la capacità di produzione complessiva di McPhy raggiungerà 1 GW all’anno.

“Il 2023 è stato un anno di contrasti per McPhy” ha commentato il CEO dell’azienda francese Jean-Baptiste Lucas. “Nonostante i risultati commerciali siano stati ostacolati da un mercato che si sta ancora strutturando, abbiamo siglato alcuni importanti contratti con clienti industriali, in uno degli ambiti di applicazione più promettenti per l’idrogeno verde”. Il manager ha quindi sottolineato il grande ventaglio di opportunità davanti al quale l’azienda si trova, aggiungendo che “per soddisfare la futura domanda dovremo impegnarci al massimo nell’innovazione e nell’industrializzazione per poter produrre i nostri elettrolizzatori su grande scala e a costi competitivi. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo investito nella gigafactory di Belfort e che stiamo vendendo le attività legate alle refueling station” ha concluso Lucas.