Merigo (Assogasmetano): “I motori a gas, senza modifiche, potrebbero giù usare una miscela al 30% di H2”

di Francesco Bottino

Gli attuali motori a metano, così come le infrastrutture per il rifornimento ai mezzi stradali di questo gas, sarebbero già oggi in grado di gestire una miscela di gas naturale e idrogeno al 30%, senza necessità di modifiche strutturali: una soluzione che consentirebbe un immediato e sensibile abbattimento delle emissioni di CO2, nell’ordine di quasi il 20%.

A dirlo è un Joint Working Group costituito dalle due commissioni tecniche ISO TC 22/SC 41 (gaseous fuels) ISO TC 197 (Hydrogen Technologies) proprio con l’obbiettivo di preparare degli standard che consentano, non appena le quantità di idrogeno siano sufficienti e disponibili, l’utilizzo di questa miscela, come ha spiegato Flavio Merigo, Presidente della prima delle due commissioni e anche dell’associazione Assogasmetano, nel corso del webinar “Idrogeno: la parola al mondo della normazione tecnica” organizzato dalla società Mirumir in collaborazione con l’UNI – Ente Italiano di Formazione, come evento di avvicinamento alla fiera Hydrogen Energy Summit&Expo che si svolgerà a Bologna dal 6 all’8 ottobre prossimi (e di cui HydroNews è ‘media partner’).

Durante il seminario digitale, Paola Comotti, Presidente della Commissione UNI/CT 056 Idrogeno, ha spiegato come questo organismo sia stato costituito nel 2017 “come interfaccia nazionale (mirror) delle attività riguardanti l’idrogeno svolte nei Comitati Tecnici (TC) che si occupano esclusivamente di idrogeno sia a livello europeo – il Comitato Tecnico CEN/CLC/JTC6 “Hydrogen in energy systems” – sia a livello internazionale, con il Comitato Tecnico ISO/TC197 “Hydrogen technologies”.

L’attività della Commissione UNI/CT056 – composta da rappresentati del mondo della certificazione, delle associazioni imprenditoriali, dell’università, degli enti di ricerca, da Innovhub SSI e dai rappresentanti dei vari enti di normazione del sistema UNI e da CEI – si concentra quindi sui temi affrontati dai Comitati Tecnici di cui è ‘mirror’: “Sistemi, dispositivi e connessioni per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione, la misurazione e l’uso dell’idrogeno, prodotto sia da fonti di energia rinnovabili sia da altre fonti, nonché altri temi trasversali riguardanti l’H2. Inoltre la Commissione partecipa direttamente, attraverso propri membri ai lavori dei Comitati Tecnici (TC) e dei loro vari Gruppi di lavoro tecnico (WG)”.

Oltre ai due citati comitati, la cui attività è focalizzata esplicitamente ed esclusivamente sull’idrogeno, ci sono poi diversi comitati tecnici internazionali la cui mission riguarda altri settori ma che si occupano anche di idrogeno: “Nella Commissione UNI/CT 056 Idrogeno noi possiamo raccogliere le informazioni provenienti da tutti questi soggetti, riuscendo ad avere una visione complessiva e di sistema e contribuendo in tal modo alla formazione di una posizione nazionale nei confronti di queste norme tecniche europee” ha concluso Comotti.

Flavio Merigo

Flavio Merigo, Presidente di Assogasmetano, dopo aver ripercorso sinteticamente il processo di formazione della normazione tecnica, a livello europeo con il CEN e a livello globale con l’ISO, ha riferito di come il comitato da lui presieduto, l’ISO TC 22/SC 41 (gaseous fuels), e il comitato ISO TC 197 (Hydrogen Technologies) abbiano deciso di unire le competenze in “un Joint Working Group allo scopo di preparare degli standard che consentano, non appena le quantità di idrogeno siano sufficienti e disponibili, di miscelare idrogeno e metano (il gas più affine all’idrogeno) in miscele con percentuali di H2 fino al 30%”.

Questa percentuale, ha spiegato Merigo, “consente di utilizzare direttamente l’idrogeno nei motori attualmente alimentati a gas naturale, senza dover effettuare alcuna modifica tecnica nei componenti o di controllo del motore”.

E anche per quanto riguarda gli impianti e le infrastrutture di rifornimento, non ci dovrebbero essere problemi: “Siamo ragionevolmente certi che le fuel station e i connettori oggi usati per il metano possano essere utilizzati senza modifiche, e in totale sicurezza, anche con miscele al 30% di H2”.

Le tecnologie quindi ci sono e – come confermato dai lavori degli enti di normazione – sono pronte per essere utilizzate, “ma ovviamente – ha sottolineato Merigo – la loro reale diffusione dipende da molti altri fattori, anche e soprattutto di natura politica e burocratica”.

Per quanto riguarda i vantaggi in termini ambientali, ci sono pochi dubbi: “Già diversi anni fa, con tecnologie ormai datate, erano stati effettuati una serie di test con una flotta di 40 Fiat Panda a gas, e già allora l’utilizzo di una miscela con il 30% di idrogeno aveva consentito una riduzione delle emissioni di CO2 del 17%. Valore che oggi sicuramente potrebbe essere superato con nuovi propulsori più efficienti”.

Se poi si inserisce nello schema la variabile biogas, il rendimento ambientale potrebbe crescere esponenzialmente: “Utilizzando alcune tipologie di metano di origine biologica si potrebbero avere addirittura impatti ambientali negativi (ovvero con saldo della CO2 negativo)” ha concluso il Presidente di Assogasmetano e del comitato ISO TC 22/SC 41.

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