Mobilità a idrogeno: il Ministro Giovannini ha firmato i decreti attuativi per erogare i fondi a ferrovie regionali e TPL

Dopo la recente intesa con la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie locali e con la Conferenza Stato-Regioni, il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini ha firmato tre decreti, in via di registrazione dalla Corte dei Conti, che attuano il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che riguardano rispettivamente lo sviluppo dei porti, il rinnovo delle flotte di mezzi impiegati per il trasporto pubblico locale e il potenziamento dei servizi ferroviari regionali. Decreti in cui – specie il secondo e il terzo – un ruolo determinante è riservato all’idrogeno.

Il provvedimento a sostegno del rinnovo del parco autobus per il trasporto pubblico extraurbano e suburbano ripartisce 600 milioni di euro provenienti dal Fondo complementare al PNRR (che ammonta complessivamente a 30 miliardi di euro, di cui 9,7 miliardi di competenza diretta del MIMS) tra le Regioni, destinandone il 50% al Sud, “per l’acquisto di autobus ‘verdi’ alimentati a metano, a idrogeno o elettrici per il trasporto pubblico extraurbano e suburbano” si legge nella nota ministeriale. Alla Campania è stata assegnata la quota maggiore di risorse, oltre 64 milioni di euro, seguono la Lombardia con circa 60,8 milioni, la Sicilia con 56,5 milioni, la Puglia con 47,4 milioni, il Lazio con 47 milioni.

Il decreto relativo ai fondi per la mobilità ferroviaria ripartisce i invece 500 milioni del PNRR tra le Regioni per l’acquisto di nuovi treni a alimentazione elettrica o a idrogeno, di cui – anche in questo caso – il 50% destinato al Sud.

Infine, la quota maggiore di risorse, pari a 2,8 miliardi di euro (anch’essi provenienti dal Fondo complementare), viene destinata, tramite un terzo decreto, al rilancio dei porti nazionali.

Esattamente la metà della cifra totale (1,4 miliardi) dovrà essere spesa per il miglioramento dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici, mentre 700 milioni sono destinati all’elettrificazione delle banchine (cold ironing), 390 milioni all’aumento selettivo della capacità portuale, 250 milioni alla realizzazione dell’ultimo/penultimo miglio ferroviario o stradale, e infine 50 milioni per l’efficientamento energetico.

In quest’ultima voce di spesa è possibile che rientrino anche interventi relativi all’introduzione dell’idrogeno in ambito portuale, sviluppo peraltro già previsto anche nel progetto ‘Green Ports’, recentemente presentato proprio dal MIMS e finanziato con 270 milioni di euro.

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