Monti: “Edison è interessata ad investire nella produzione di elettrolizzatori”

di Francesco Bottino

Il gruppo Edison, una delle più antiche società energetiche europee (oggi controllata dalla francese EdF) è interessato ad investire direttamente nel settore degli elettrolizzatori.

Lo ha rivelato l’Amministratore delegato dell’azienda milanese Nicola Monti, nel corso del webinar ‘La strategia sull’idrogeno e la transizione energetica’, organizzato da Il Sole 24 Ore.

“Nel periodo di transizione potranno essere utili altre forme di idrogeno, per stimolare la domanda, ma noi siamo convinti che l’obbiettivo a cui tendere debba essere la variante green dell’H2, che va però prodotta il più possibile vicino ai punti di consumo” ha spiegato Monti.

Edison sta già lavorando all’applicazione concreta di questo modello – analogo a quello che da sempre trova il sostegno anche di Enel – con due progetti industriali: “Il primo è quello che ci vede coinvolti nella produzione dell’idrogeno verde destinato a decarbonizzare le attività del polo siderurgico di Tenaris a Dalmine, dove l’H2 potrà essere sostituto al metano per alimentare il processo di DRI. Il secondo è invece relativo alla raffineria di Sonatrach ad Augusta, dove l’idrogeno verde dovrà sostituire la variante grigia oggi utilizzata come feedstock dell’impianto”.

In entrambi i casi, Edison installerà in loco elettrolizzatori: “La tecnologia oggi è ancora molto costosa, ma con i necessari incentivi potrà diventare competitiva nel corso del prossimo decennio”. Che la strada sia questa Monti ne è convinto, tanto da ragionare “su un investimento diretto di Edison nell’ambito della produzione di elettrolizzatori, magari in partnership con altri player del settore”.

Per il numero uno del gruppo di Foro Bonaparte gli incentivi pubblici saranno fondamentali non soltanto per ridurre i capex relativi agli impianti di elettrolisi, ma anche in tutti gli altri passaggi della filiera: “In considerazione dei problemi non indifferenti connessi al suo trasporto, noi restiamo convinti che l’idrogeno debba essere prodotto il più vicino possibile ai luoghi di consumo, ma in uno schema del genere non sempre sarà possibile, per questioni di spazio, generare nello stesso sito anche l’energia rinnovabile necessaria, che quindi spesso andrà trasportare tramite la rete elettrica. In questo caso, è evidente che saranno necessari incentivi anche per ridurre il costo di vettoriamento, intervenendo magari sulle componenti fiscali della tariffa” (posizione sostanzialmente analoga a quella espressa, nel corso del medesimo evento digitale, anche dall’AD di A2A Renato Mazzoncini).

Infine – ha concluso Monti – “servirà anche un sostegno sul lato della domanda, senza la quale ovviamente la produzione non potrà raggiungere le dimensioni che invece sono necessarie a garantire la competitività dell’idrogeno verde”.

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