Navi da crociera a idrogeno: Fincantieri candida un progetto all’IPCEI

di Francesco Bottino

Non c’è solo il progetto Zeus, l’imbarcazione sperimentale con propulsione a fuel cell di idrogeno in costruzione nei cantieri di Castellammare di Stabia, che verrà varata a inizio 2022 (e di cui abbiamo parlato anche nell’inserto speciale ‘Hydrogen Economy – presente e futuro della filiera italiana’): lo sguardo di Fincantieri sull’idrogeno è ormai molto più ampio e spazia da un’iniziativa candidata all’IPCE fino allo sviluppo tecnologico di soluzioni per la propulsione navale ad H2 grazie a diversi laboratori dedicati.

A ripercorrere i passi compiuti da Fincantieri in questa direzione è Giuseppe Coronella, Direttore Innovazione del gruppo, nel corso di un’audizione alla Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati nell’ambito della discussione sulla risoluzione “recante iniziative per il sostegno della trasformazione energetica, delle fonti rinnovabili e, in particolare, della filiera dell’idrogeno”.

Fincantieri è parte dell’European Clean Hydrogen Alliance “e insieme alla società di certificazione norvegese DNV sta lavorando alla creazione di linee guida per la progettazione di impianti e sistemi per l’idrogeno a bordo nave”, che oggi di fatto ancora non esistono, “mentre al fianco di altri partner del settore della certificazione, come RINA e Lloyd’s Register – ha aggiunto Coronella – sviluppiamo sistemi prototipali per la generazione e la distribuzione di energia verde a bordo nave”.

Inoltre, l’azienda guidata da Giuseppe Bono sta studiando anche soluzioni innovative per lo stoccaggio dell’H2, “come per esempio la tecnologia degli idruri metallici, che sarà sperimentata proprio a bordo della Zeus”, e in generale è impegnata a sviluppare la filiera di questo vettore energetico in modo organico e sistematico: “La nostra controllata Isotta Fraschini Motori (IFM) è diventata il centro di competenze dell’intero gruppo Fincantieri per l’idrogeno, e abbiamo anche due laboratori dedicati a Trieste e a Savona, dove sono stati già sviluppati i primi dispositivi prototipali”.

Fincantieri, quindi, si muove già nel presente, ma guarda anche al futuro della navigazione ad H2: “Dopo la Zeus, immaginiamo che il passo successivo possa essere l’adozione della propulsione a idrogeno per piccoli traghetti che coprono tratte regionali e che hanno bisogno di potenze installate nel range dei 500 Kw, e quindi anche di quantitativi di H2 stoccati a bordo complessivamente contenuti”. Soltanto dopo si potrà iniziare a pensare all’utilizzo di questo vettore per alimentare i servizi di bordo (ma non ancora la propulsine) sulle navi da crociera “con potenza installata tra i 5 e i 10 Kw, e quantitativi di combustibile nell’ordine di diverse tonnellate”, per arrivare infine ai motori dei traghetti, delle cruiseship e di altre tipologie di navi (con potenze dai 15 ai 50 Kw e quantitativi di idrogeno nell’ordine delle decine di tonnellate). Anche se – ammette Coronella – “per le lunghe percorrenze marittime l’idrogeno presenta non pochi ostacoli. Per questo contesto sembra decisamente più promettente l’ammoniaca, che risulta più gestibile a bordo”.

In ogni caso la tecnologia può progredire solo con iniziative concrete, motivo per cui Fincantieri, insieme ad altri partner, “è promotore di un progetto candidato al programma IPCEI e attualmente in fase di istruttoria a Bruxelles, che prevede la realizzazione di due prototipi di nave da crociera green, basati su design esistenti con l’inserimento delle tecnologie ad idrogeno ad integrazione della generazione di potenza. Nello specifico, uno dei due prototipi adotterà celle a combustibile di tipologia SOFC (Solid Oxide Fuel Cell) integrate a sistemi di generazione dual fuel H2/GNL, mentre l’altro sarà dotato di celle PEM (Proton Exchange Membrane) integrate a sistemi di generazione tradizionali (marine diesel)”.

A questo progetto principale sono collegati poi altri due progetti, “che prevedono lo sviluppo e la realizzazione di questi sistemi di celle a combustibile da parte di Isotta Fraschini, il primo, e la costruzione di turbine a ciclo combinato gas-vapore, ad opera della nostra controllata Fincantieri SI, il secondo”.

A proposito di questa iniziativa, un portavoce di Fincantieri precisa ad HydroNews che “il progetto è stato preselezionato dallo ‘steering committe’ organizzato dalla Commissione Europea. Il processo di selezione terminerà a fine anno ed in questa fase, come previsto dall’IPCEI, si stanno costruendo le partnership esterne. Naturalmente Fincantieri sta sviluppando le migliori cooperazioni al fine di dare maggior valore alla propria proposta progettuale in un’ottica di decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo”.

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