Nel Decreto Aiuti Ter 1 miliardo di euro per la transizione dell’ex Ilva di Taranto verso l’idrogeno

Nel Decreto Aiuti Ter 1 miliardo di euro per la transizione dell’ex Ilva di Taranto verso l’idrogeno

di Francesco Bottino

L’idrogeno a Taranto, per decarbonizzare l’attività dell’acciaieria ex Ilva, comincia a diventare qualcosa di più che uno scenario futuribile.

Il Governo infatti ha messo sul piatto risorse ingenti, nell’ordine del miliardo di euro, al fine di realizzare un impianto di DRI (Direct Reduced Iron), o preridotto, alimentato appunto ad H2.

Il Consiglio dei Ministri, venerdì scorso, ha approvato il Decreto Aiuti Ter, norma trasversale che dispone una serie di interventi per calmierare l’impatto della crisi energetica sulle bollette di famiglie e imprese. Come spesso accade il decreto legge – che deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore e che entro 30 giorni dovrà essere convertito in legge dal Parlamento – contiene anche disposizioni non direttamente legate al suo fine principale, tra cui appunto l’articolo dedicato alle misure urgenti a sostegno della siderurgia.

In questo caso il Governo interviene direttamente – integrandolo – sull’articolo 1 comma 1-quater, del decreto-legge 16 dicembre 2019, n. 142, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 febbraio 2020, n. 5, in cui si autorizzava Invitalia “alla costituzione di una società, allo scopo della conduzione delle analisi di fattibilità, sotto il profilo industriale, ambientale, economico e finanziario, finalizzate alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la produzione  del  preridotto  –  direct reduced iron” presso il polo siderurgico di Taranto.

La società, che è stata effettivamente costituita da Invitalia a febbraio scorso, si chiama DRI d’Italia era dotata di un capitale sociale di 35 milioni di euro che potrà salire fino 70 milioni, tutti interamente sottoscritti da Invitalia.

Ora, con il Decreto Aiuti Ter, il Governo, dando attuazione a quanto previsto dal PNRR per l’introduzione dell’idrogeno nel ciclo industriale dei settori ‘hard to abate’, il Governo individua la società costituita da Invitalia in conseguenza del decreto del 2019 come soggetto attuatore non più soltanto degli studi propedeutici all’impianto di DRI alimentato ad H2, ma anche della sua effettiva realizzazione, e la dota per portare a termine questo incarico di risorse pari a 1 miliardo di euro.

La medesima società sarà anche il gestore di questo impianto, motivo per cui il Governo incarica Invitalia di attuare fin da ora tute le iniziative utili ad aprire il capitale sociale di DRI d’Italia a soci privati – da individuarsi tramite procedure pubbliche di gara – dotati della necessaria capacità finanziaria, tecnica e industriale.