Nella mappa europea delle Hydrogen Valley l’unica italiana (per ora) è quella del Brennero

Sono in tutto 32, ubicate in 18 Paesi di tutto il mondo (per investimenti complessivi stimati in oltre 30 miliardi di euro), le Hydrogen Valley mappate dalla nuova piattaforma digitale lanciata, a questo scopo, dalla partnership pubblico-privata Fuel Cell Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU) e consultabile al sito internet https://www.h2v.eu/.

Tra tutte le iniziative presenti, per il momento l’unica che riguarda l’Italia è l’Hydrogen Valley del Brennero. Il progetto, promosso dall’ IIT – Institut für Innovative Technologien Bozen, vede la partecipazione di numerose realtà italiane ed austriache (Autostrada del Brennero SpA, Alperia AG, SASA AG, Südtiroler Transportstrukturen AG, Vinschger Energiekonsortium, Stadtwerke Bruneck, EURAC, Neogy GmbH, Stadtwerke Meran, SEAB AG) e gode del sostegno della Provincia Autonoma del Sud Tirolo (Austria), dell’’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino (progetto comune di collaborazione transfrontaliera composto dallo stato federato austriaco del Tirolo e dalle due provincie autonome italiane del Trentino e dell’Alto Adige, nonché dei comuni di Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia) e del Ministero dello Sviluppo Economico.

La costituzione dell’Hydrogen Valley del Brennero, entro il 2026, richiederà un investimento complessivo di 55 milioni di euro, risorse che in parte verranno garantite da soggetti privati e in parte saranno erogate dall’Unione Europea e dalle istituzioni locali.

Il progetto prevede la produzione di idrogeno verde tramite elettrolizzatori alcalini e PEM alimentati con energia rinnovabile, il suo stoccaggio in forma compressa in bombole che verranno distribuite via camion a nuove stazioni di rifornimento, con pressioni da 350 bar (per il rifornimento di auto private) e 700 bar (per il rifornimento di camion e bus).

Al momento questa è l’unica Hydrogen Valley italiana (anche se in realtà sarà transfrontaliera, tra Italia e Austria) a comparire nella mappa stilata dalla FCH JU, ma è probabile che in futuro ne verranno inserite altre, contestualmente alla definizione dei relativi progetti. Come per esempio H2IseO, che prevede la realizzazione di una Hydrogen Valley in Lombardia, e precisamente nel Sebino e in Valcamonica, dove a partire dal 2023 dovrebbero iniziare a circolare (sulla tratta regionale non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo) i primi treni ad H2 commissionati ad Alstom da Ferrovie Nord Milano-Trenord. Iniziativa a cui hanno aderito, per lo sviluppo degli aspetti di relativa competenza, anche Snam, A2A ed Enel.

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