Nell’ultimo report dell’IRENA i ‘consigli’ di policy per superare le barriere che frenano lo sviluppo dell’H2 green

Dopo il primo report, pubblicato nel novembre 2020 e dedicato ad una visione generale sull’argomento, l’International Renewable Energy Agency (IRENA) torna ad occuparsi di idrogeno verde.

Nel suo secondo dossier di questa serie (il prossimo sarà focalizzato sul tema della mobilità) l’agenzia internazionale per le energie rinnovabili si concentra sulla catena di fornitura dell’H2, individuando innanzitutto quali sono le principali barriere che al momento rallentano la diffusione dell’idrogeno verde e ne ostacolano il percorso verso la competitività con alternative non-rinnovabili.

E non è certo una sorpresa che le due principali problematiche individuate dall’IRENA siano il costo ancora elevato del vettore, nella sua variante prodotta con elettrolisi ed energia rinnovabile, e la carenza di infrastrutture dedicate.

Ma l’agenzia non si limita ad individuare ciò che ancora non va: nel dossier – intitolato ‘Green Hydrogen Supply-A Guide to Policy Making’ e scaricabile liberamente dal sito dell’IRENA – vengono infatti fornite anche una serie di indicazioni rispetto alle varie opzioni di policy da adottare per superare questi ostacoli, con tanto di esempi concreti a riguardo.

Tra le politiche di intervento delineate nel report, sono comprese misure di supporto alla produzione e all’installazione di capacità di elettrolisi, azioni mirate ad assicurare che l’energia utilizzata sia effettivamente rinnovabile e a costi competitivi, sostegni alla domanda di H2 e linee guida sulla creazione di un’infrastrutture per il trasporto dell’idrogeno.

Tutta questa mole di consigli e raccomandazioni è organizzata in diversi ‘scaglioni’ progressivi, in modo che sia possibile definire interventi di policy adatti ad ogni Paese a ai relativi livelli di diffusione – differenti tra loro – che può aver già raggiunto l’idrogeno verde.

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