NextChem ottiene 194 milioni di euro dall’IPCEI Hy2Use per un impianto waste-to-hydrogen a Roma

Come annunciato ieri dalla Commissione Europea, NextChem è una delle 4 società italiane che beneficeranno di fondi pubblici per lo sviluppo di progetti legati all’idrogeno nell’ambito del programma IPCEI Hy2Use, il secondo Important Project of European Common Interest promosso da Bruxelles sull’H2 (il primo era stato approvato lo scorso luglio).

A svelare a quanto ammonta il finanziamento, e per cosa verrà utilizzato, è la stessa controllata del gruppo Maire Tecnimont, a cui andranno 194 milioni di euro a fondo perduto per la realizzazione di un impianto waste-to-hydrogen nell’ambito di una futura Hydrogen Valley di Roma, che sarà “incubatore tecnologico su scala industriale per lo sviluppo della filiera nazionale per la produzione, trasporto, accumulo e utilizzo dell’idrogeno per la decarbonizzazione dei processi industriali e per la mobilità sostenibile” come spiega la stessa NextChem.

L’impianto, basato sulla tecnologia proprietaria sviluppata dalla controllata MyRechemeical, entrerà in funzione nella prima metà del 2027 (a breve partirà l’iter progettuale e autorizzativo) e sarà in grado di produrre, nella fase iniziale, 1.500 tonnellate/anno di idrogeno e 55.000 tonnellate/anno di etanolo, sfruttando come materia prima fino a 20.000 tonnellate annue di rifiuti solidi non riciclabili. L’output di H2 potrà poi salire fino a 20.000 tonnellate/anno (riducendo proporzionalmente la produzione di etanolo), in base all’effettivo sviluppo della domanda.

Il progetto europeo include inoltre un contributo di circa 4 milioni di euro destinati ad attività di ricerca per ulteriori sviluppi della tecnologia waste-to-hydrogen, avvalendosi di partner scientifici tra cui Enea, Fondazione Bruno Kessler ed Università La Sapienza di Roma.

“Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto dal nostro gruppo con NextChem, e del riconoscimento delle competenze industriali e tecnologiche del nostro Paese da parte dell’Unione Europea per sviluppare un’economia dell’idrogeno a bassa impronta carbonica ed a basso costo” ha commentato Alessandro Bernini, Amministratore Delegato di Maire Tecnimont. “Questo progetto, unico al mondo, rappresenta una pietra miliare nello sviluppo delle tecnologie che combinano economia circolare e chimica verde, riconoscendoci pionieri nella decarbonizzazione dell’industria hard-to-abate, con un modello che potrà essere replicato in altri Paesi”.