NextChem presenta a RemTech le sue tecnologie per l’idrogeno e fa il punto sull’evoluzione del settore

È in corso una vera e propria sfida globale sull’idrogeno, che si gioca sui campi della tecnologia, dell’industria, dell’economia e del mercato, e per affrontarla è necessario puntare sullo scale-up della filiera che può realizzarsi sviluppando progetti di larga scala o su piccola scala replicabile, e investendo su riduzione dei costi e rapidità di produzione.

Su queste dinamiche di sono concentrati i panelist del convegno ‘La sfida dell’idrogeno: il ruolo della filiera chimica italiana nella costruzione del sistema prodotto/mercato e nella riconversione dei processi industriali’, organizzato nell’ambito di Chemtech, a sua volta parte dell’evento RemTech Expo 2021 che si è svolto nei giorni scorsi a Ferrara.

I lavori, aperti da Alberto Litta, Vice President per l’idrogeno di NextChem, si sono concentrati sul tema dell’industrial boost, che può avvenire grazie a tecnologie già mature, che ci sono e si stanno affacciando sul mercato, ma che vanno accompagnate anche finanziariamente, così come sostenuta dovrà essere anche la domanda di idrogeno, nei diversi settori di impiego. Una strada che dovrà essere percorsa insieme da tutti i player del settore, per mezzo di partnership e collaborazioni trasversali.

L’evento emiliano è stata anche l’occasione per NextChem – controllata del gruppo Maire Tecnimont – di presentare le tre tipologie di idrogeno low-carbon presenti nel suo portafoglio.

Michele Colozzi ha parlato di idrogeno blu elettrico, con elettrificazione del processo e cattura della CO2, una soluzione che consente di ridurre di almeno il 45% le emissioni di anidride carbonica, mentre Gabriele Albasio ha parlato di idrogeno verde, prodotto da elettrolisi alimentata con energia rinnovabile, una soluzione in grande sviluppo, su cui l’azienda ha già in corso diversi progetti, e che richiede notevole flessibilità con un processo di ingegnerizzazione adattato caso per caso. Infine Annarita Salladini ha illustrato la soluzione dell’idrogeno circolare, da conversione chimica di rifiuti, che consente di ottenere un idrogeno a bassa impronta carbonica (oltre l’80% di riduzione della CO2) contribuendo al contempo al recupero di rifiuti altrimenti smaltiti in discarica.

Emanuele Peschi, responsabile degli scenari emissivi di Ispra, ha quindi fatto il punto sui possibili scenari al 2030 e al 2050, sottolineando come ogni contesto avrà necessità di tecnologie specifiche che quindi fin da ora vanno sviluppate in modo integrato, mentre Tullio Berlenghi, consigliere del Ministro per la Transizione Ecologica, ha rimarcato la necessità di mettere a terra velocemente le soluzioni tecnologiche cantierabili sull’idrogeno, accelerando i percorsi e lavorando attraverso un confronto aperto con il sistema industriale. Berlenghi ha infatti ricordato che oggi la quota dell’idrogeno sul mix energetico europeo è circa l’1%, mentre entro il 2050 dovrebbe raggiungere l’ambizioso target del 13-14%.

Il consigliere del MiTE ha quindi aggiunto che, nel solco di quanto stabilito dall’Italia, in tema di H2, nella strategia nazionale (di cui, attualmente, sono state pubblicate solo le linee guida; ndr) e nel PNRR, guardando al passaggio intermedio del 2030 bisogna lavorare sull’esistente dando priorità all’impiego per trasporto merci, treni, chimica e settori ‘hard to abate’, mentre guardando al 2050 è necessario continuare a lavorare sull’autotrasporto – puntando anche sulle flotte – e investire su trasporto aereo e marittimo, nonché sullo stoccaggio, valorizzando in questo contesto le aree industriali dismesse come espressamente previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Infine Stefano Capponi di Tenaris ha parlato dell’impegno dell’azienda – parte del gruppo Techint – per supportare la decarbonizzazione dell’industria, con un focus sul progetto Dalmine Zero Emission, che prevede l’impiego di idrogeno in sostituzione al gas naturale (e di cui fanno parte anche Snam ed Edison; ndr). Capponi ha anche illustrato le soluzioni per il trasporto e lo stoccaggio di idrogeno per le quali Tenaris ha ottenuto la certificazione ambientale di prodotto.

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