NextChem presenta le sue tecnologie per l’idrogeno low-carbon con la campagna “Welcome to EartH2”

NextChem – la controllata del gruppo italiano Maire Tecnimont dedicata alle attività legate alla transizione energetica – lancia una campagna di comunicazione per presentare le sue tre tecnologie per la produzione di idrogeno rinnovabile e low-carbon.

L’iniziativa, denominata “Welcome to EartH2”, vede NextChem posizionarsi come partner di progetti ‘end to end’ mirati alla decarbonizzazione dei processi industriali, come project developer, come EPC contractor e come supporto dei propri clienti nello sviluppo tecnico-economico-finanziario dei progetti fino alle fasi di realizzazione.

Come detto, sono tre le tecnologie nel portafoglio dell’azienda finalizzate alla produzione di idrogeno a basse emissioni, la prima delle quali è relativa all’idrogeno blu ‘elettrico’, derivante da gas naturale e basato su un know-how tradizionale ma che prevede l’utilizzo di energia elettrica per alimentare le reazioni endotermiche del reforming del metano. Questo – spiega NextChem – consente di ridurre del 45% le emissioni di CO2 rispetto al sistema tradizionale di produzione di idrogeno grigio. Inoltre, la possibilità di utilizzare energia elettrica da fonte rinnovabile per fornire il calore di reazione consente di ridurre ulteriormente le emissioni.

La seconda tecnologia è invece relativa alla produzione di idrogeno da elettrolisi alimentato da energia da fonte rinnovabile, il cosiddetto idrogeno verde. È la versione più sostenibile di produzione dell’idrogeno, perché è l’unica opzione “zero-carbon”.

La terza tecnologia messa a punto da NextChem è quella in grado di generare idrogeno definito “circolare”, prodotto partendo dal syngas, a sua volta ottenuto dalla conversione chimica del carbonio e dell’idrogeno contenuti nei rifiuti plastici e secchi non riciclabili, ad oggi mandati all’incenerimento o smaltiti in discarica.