Nuovo nome, in vista dell’IPO, per la jv tra Thyssenkrupp e De Nora

Prendono corpo le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi riguardo ad un’ormai prossima quotazione in Borsa di Thyssenkrupp Uhde Chlorine Engineers (TUCE), joint-venture tra il colosso siderurgico tedesco Thyssenkrupp e l’azienda italiana De Nora (partecipata dal gruppo Snam) che proprio nei giorni scorsi ha comunicato di aver ottenuto un maxi-ordine da Shell.

In occasione di un recente Capital Markets Day il gruppo tedesco ha infatti annunciato che la società controllata (De Nora ha una partecipazione del 34%) cambierà nome e diventerà Thyssenkrupp Nucera.

Il tutto in previsione di un’IPO (Initial Pubblic Offering) che – secondo diversi analisti – potrebbe avvenire già in primavera con la quotazione di una porzione di capitale compresa tra il 10 e il 20% sulla base di un range di valutazione tra 3 e 6 miliardi di euro. Operazione da cui potrebbero derivare 500-600 milioni di potenziali proventi dalla vendita di nuove azioni, al netto però della possibile cessione di quote da parte degli attuali azionisti Thyssenkrupp e De Nora.

I ricavi di quella che da ora si chiamerà Thyssenkrupp Nucera sono cresciuti di circa il 25% da 255 milioni di euro nel 2019/20 a 319 milioni di euro nel 2020/21. Al 31 dicembre 2021 il portafoglio ordini per l’idrogeno verde era pari a circa 900 milioni di euro mentre l’EBIT della società è di circa 27 milioni di euro.

L’attenzione alla crescita nel mercato dell’elettrolisi alcalina “cambierà radicalmente la portata di Thyssenkrupp Nucera negli anni a venire”, secondo il gruppo tedesco. Entro il 2024/2025 l’azienda mira a essere leader nel mercato e raggiungere circa 600-700 milioni di euro di ricavi.

“Stiamo decollando da una posizione di forza nel mercato dei cloro-alcali con la tecnologia migliore della categoria” ha commentato Denis Krude, CEO di Thyssenkrupp Nucera. “Il nostro obiettivo è diventare il leader tecnologico numero uno per la produzione industriale di idrogeno verde su larga scala nel mercato dell’elettrolisi alcalina. L’industria è pronta per la transizione energetica e noi siamo pronti a fornire la tecnologia necessaria per raggiungere il net-zero in settori che non possono essere elettrificati e per processi con emissioni difficili da abbattere”, ha aggiunto.