Ok del MASE al progetto di METKA EGN Apulia, che prevede di installare un elettrolizzatore da 4 MW a Statte (Taranto)

Si è conclusa con esito positivo (qua la determinazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con la relativa documentazione) la procedura di Valutazione Impatto Ambientale (PNIEC-PNRR) inerente il ‘progetto di un impianto fotovoltaico della potenza pari a 19,68 MW e delle relative opere di connessione alla RTN, integrato con un impianto di produzione di idrogeno verde, da realizzarsi nei Comuni di Statte (TA) e Taranto’.

L’iniziativa, promossa dalla società METKA EGN Apulia S.r.l., che ha sede legale a Roma, prevede tempi di realizzazione – una volta che i lavori saranno iniziati – di circa 12 mesi, per un investimento complessivo di 33,7 milioni di euro.

Una parte dell’energia elettrica prodotta dal nuovo campo fotovoltaico da quasi 20 MW verrà immessa direttamente in rete, mentre una quota sarà impiegata per alimentare un elettrolizzatore che – come si legge nel documento pubblicato dal MASE insieme al decreto di VIA – avrà una capacità di 4 MW. Grazie a questo sistema, che utilizzerà come feedstock acqua demineralizzata acquistata presso produttori industriali locali, l’impianto, assumendo un’efficienza del 75%, sarà in grado di produrre circa 257 tonnellate di idrogeno all’anno, quantitativo corrispondente ad un funzionamento di 3.939 ore alla portata di 800 Nm3 /h con un consumo specifico di circa 56 kWh per kg di idrogeno prodotto.

L’H2 verrà quindi inviato all’unità di purificazione, realizzata in forma modulare, dove – si legge nella relazione tecnica – “la poca acqua e l’ossigeno residuo contenuti nella corrente gassosa saranno rimossi tramite via catalitica e di assorbimento, rendendo l’idrogeno idoneo per la compressione e l’uso finale”.  Una volta purificato, il combustibile verrà quindi inviato all’unità di compressione, “dove un compressore dedicato lo porterà sino ai livelli di pressione richiesti per lo stoccaggio in carri bombolai per il successivo trasporto (e.g. superiore a 200 bar). A valle della compressione, l’idrogeno verde sarà quindi inviato ad un opportuno sistema di caricamento che consentirà il riempimento dei carri bombolai che verranno poi, una volta raggiunto il quantitativo richiesto, trasportati tramite una motrice presso il sito dell’utilizzatore finale dell’idrogeno e, una volta scaricato e consumato l’idrogeno, saranno riportati presso l’impianto per il successivo ciclo di caricamento”.

METKA EGN Apulia ha quindi indicato i potenziali off-taker di questo volume di H2 che verrà prodotto dal nuovo impianto: il primo potrebbe essere lo stabilimento tarantino di Acciaierie d’Italia, che dall’impianto di Statte dista esattamente 4.153 metri; il secondo potrebbe essere la raffineria di ENI, che si trova nella medesima area e dista nello specifico 3.994 metri dall’impianto.

La società promotrice ha anche ipotizzato (in caso, evidentemente, di mancato acquisto dell’H2 da parte dei due soggetti menzionati) la possibilità di trasportare tutto l’idrogeno prodotto presso un centro di stoccaggio di Air Liquide, la cui sede più vicina è quella di Caserta, distante circa 330 km.