Parigi punta altri 2 miliardi sull’idrogeno e conferma il focus sulla variante ‘rosa’ (elettrolisi+nucleare)

Quasi 2 (la cifra esatta è 1,9) dei 30 miliardi di euro di cui si compone in totale il piano di ripresa economica France 2030, presentato all’inizio di ottobre, saranno destinati alla produzione di idrogeno, con un particolare focus sulla variante ‘rosa’, ovvero quella generata tramite elettrolisi alimentata con energia nucleare.

Si tratta di risorse aggiuntive rispetto ai 7 miliardi già stanziati con il ‘piano idrogeno’ transalpino di settembre 2020, di cui ha parlato ieri il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron nel corso di una visita agli stabilimenti francesi dell’azienda Genvia, che produce elettrolizzatori con tecnologia a ossidi solidi.

A valle di questo nuovo stanziamento, l’impegno economico complessivo del Governo di Parigi sullo sviluppo dell’H2 raggiunge quindi la ragguardevole cifra di circa 9 miliardi, anche se al momento non sono note nel dettaglio le modalità con cui queste risorse verranno erogate, e quali saranno gli obbiettivi messi nel ‘mirino’ dall’esecutivo d’Oltralpe in materia di ‘hydrogen economy’.

Quello che è certo, però, è che la Francia è uno dei Paesi che più sembra voler puntare sull’idrogeno rosa, ovvero sull’H2 prodotto tramite elettrolisi alimentata da energia nucleare: lo stesso Marcon, durante la sua visita a Genvia, ha infatti ribadito – secondo la cronaca di diverse testate che hanno dato conto del suo intervento – che la “solida” capacità nucleare francese darebbe al Paese un vantaggio competitivo rispetto alle altre principali economie europee poiché permetterebbe “una produzione molto più massiccia di idrogeno”. E se la Francia sarà leader nella produzione di H2 – prosegue il ragionamento dell’inquilino dell’Eliseo – “potrà costruirsi più facilmente una propria sovranità energetica”, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili di provenienza estera.

Secondo quanto spiegato dalla testata ReCharge, l’utilizzo di energia nucleare per la produzione di idrogeno ha due vantaggi: l’elettrolizzatore può essere sfruttato al massimo della sua capacità, attingendo da una fonte energetica continua (e non variabile come avviene con eolico e solare), e il calore generato dal reattore atomico può essere impiegato per rendere ancor più efficiente il ciclo produttivo dell’H2 utilizzando elettrolizzatori a ossidi solidi.

Vantaggi che la Francia, evidentemente, intende sfruttare valorizzando il suo primato nell’ambito del nucleare: il Paese – secondo l’analisi di Rinnovavili.it – si affida infatti a questa fonte per il 67% dell’intera produzione energetica e Parigi vuole rilanciare il settore per farne il primo pilastro della sua transizione energetica. In particolare, per superare il problema dell’obsolescenza di molte delle centrali, nel piano France 2030 si punta sugli Small Nuclear Reactors (SMR), reattori di nuova generazione e piccola taglia, che secondo il Governo saranno più efficienti, consentiranno una migliore gestione delle scorie e potranno consentire anche di essere co-localizzati con impianti di elettrolisi per produrre l’idrogeno ‘rosa’.

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