Partnership pubblico-private e politiche di sostegno: la strada tracciata dall’ Energy Transitions Commission per lo scale-up dell’H2

Come favorire lo scale-up dell’idrogeno per fare in modo che la produzione, e quindi l’utilizzo del vettore, arrivino alla soglia dei 50 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030?

A tracciare la strada è l’organizzazione internazionale Energy Transitions Commission – think tank che raggruppa numerosi leader del settore dell’energia a livello globale, compreso l’italiano Marco Alverà, CEO di Snam – nel suo nuovo report “Making the Hydrogen Economy Possible: Accelerating clean hydrogen in an electrified economy”, appena pubblicato sul sito dell’associazione.

“Il dossier evidenzia come una combinazione di iniziative pubblico-private e di politiche di supporto possa consentire un’iniziale crescita della produzione e dell’utilizzo di idrogeno verde fino a 50 milioni di tonnellate entro il 2030” si legge nella presentazione del documento.

“L’idrogeno pulito avrà un ruolo fondamentale per decarbonizzare quei settori, come per esempio l’industria siderurgica o lo shipping, in cui l’elettrificazione sarebbe tecnicamente troppo complessa o economicamente non competitiva. Il report evidenzia come un incremento della produzione e dell’utilizzo di H2 nel corso del decennio potrà portare ad una riduzione del costo e quindi rendere raggiungibili gli obbiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2050”.

Il report appena pubblicato è parte della serie di dossier ‘Making Mission Possible Series’, realizzata dall’ Energy Transitions Commission, che analizza tutte le azioni necessarie nei vari settori durante i prossimi 10 anni per realizzare un’economia ‘net zero’ entro la metà del secolo, come previsto da Bruxelles.

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