Per la sua hydrogen valley nell’ex Interporto di Cerignola Cerichem Biopharm avrà il supporto dell’Università di Bari

In forza ad una convenzione firmata a inizio anno, ed entrata nel vivo proprio in questi giorni, la società Cerichem Biopharm potrà contare sul supporto e sull’assistenza del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari nello sviluppo del suo progetto denominato ‘Il futuro dell’Interporto di Cerignola nel solco dell’Idrogeno’, che prevede la creazione di un’hydrogen valley – grazie ai fondi del PNRR – nelle aree dell’ex Interporto di Cerignola.

La convenzione relativa a quello che sarà il Polo Energetico Dauno potrà essere prorogata fino al maggio del 2026 e prevede una serie di interventi per “supportare la società nelle attività del progetto, per quanto concerne gli aspetti di natura chimica, inclusa l’assistenza alla rendicontazione tecnica” si legge in una nota. Al termine del contratto, il Dipartimento fornirà una relazione nella quale saranno illustrate le esperienze effettuate e i risultati ottenuti.

“Il nostro progetto – ha commentato Antonio Candeliere, Amministratore Unico di Cerichem Biopharm – è molto ambizioso e mira ad una sinergia con tutti gli attori del territorio. Sono molto orgoglioso di questo patto con l’Università di Bari, perché da una parte testimonia l’attenzione per i nuovi processi energetici incoraggiati dall’Unione Europea e dall’altra conferma uno stretto legame con il territorio”.

Il nuovo Polo Energetico Dauno, ubicato nella sede dell’ex interporto, al pari di altri 4 interventi è finanziato dalle risorse del bando regionale per la produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse destinatario (alla Puglia erano assegnati 40 milioni di euro di cui 9,86 milioni sono andati al progetto di Cerichem Biopharm; ndr).

L’inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo hub di produzione di idrogeno, con annesso impianto fotovoltaico per alimentare l’elettrolizzatore, è previsto per l’estate 2024. A regime, il polo pugliese dovrebbe produrre circa 200 tonnellate all’anno di H2.

“In questa direzione – ha sottolineato Pio Cianci, responsabile dello sviluppo del progetto – va anche la nostra partnership con il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari, perché attraverso le loro competenze e i loro strumenti potremo studiare e realizzare perfino la componentistica dei nostri impianti. Aggiorneremo la cittadinanza sulle nostre iniziative: siamo consapevoli che questo passaggio verso il futuro debba prevedere il coinvolgimento di tutti”. “La nostra sfida – ha aggiunto Cianci – è quella di aprirci all’Europa, aprirci alle rinnovabili e aprirci ad ogni nuovo stimolo che vada nella direzione dello sviluppo e del progresso economico, sociale e soprattutto ambientale. Costruiamo alleanze con il territorio e per il territorio perché oggi più che mai bisogna guardare alle future generazioni pur assecondando necessità che invece sono impellenti, come quelle dell’approvvigionamento energetico. Contiamo pertanto di posare la prima pietra del Polo Energetico Dauno già durante il prossimo giugno”.