Picco (Circle): “Col programma europeo CEF 2 opportunità di finanziamento anche per i progetti a idrogeno”

Con il nuovo Regolamento Europeo 2021/1153, varato il 7 luglio 2021, sono stati stanziati i fondi – 33 miliardi di euro in totale – per il secondo ciclo di 7 anni del programma europeo Connecting Europe Facility, valido dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2027 e identificato con la sigla CEF 2 (per differenziato dal primo ciclo, semplicemente noto come CEF).

Un articolato piano di investimenti messo a punto da Bruxelles con l’obiettivo di costruire, sviluppare, modernizzare e completare le reti transeuropee nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale e facilitare la cooperazione transfrontaliera nel campo delle energie rinnovabili, tenendo conto degli impegni di lungo termine sulla decarbonizzazione.

In questo quadro, un ruolo di primo piano – in conformità a quanto stabilito dalla Commissione EU nella sua Hydrogen Strategy presentata a luglio 2020 – è stato riservato all’idrogeno, come spiega ad HydroNews Alexio Picco, Managing Director di Circle Group, azienda genovese specializzata nella consulenza in tema di finanziamenti europei, con un focus particolare sul settore logistico-portuale.

“Nell’ambito di questo nuovo ciclo del CEF particolare attenzione è stata data ai porti, non più considerati soltanto snodi logistici per il traffico di merci e passeggeri, ma ormai come dei veri e propri hub anche dal punto di vista energetico”. Gli scali marittimi, ricorda infatti il manager genovese, “godono spesso di una posizione ideale per poter produrre energia rinnovabile, sia onshore che offshore, che poi può essere distribuita sia sulle banchine, per alimentare le attività portuali vere e proprie, sia verso le aree industriali che spesso sono ubicate nelle vicinanze”.

E proprio in quest’ottica, la Commissione con il nuovo ciclo del CEF intende supportare e finanziare “la produzione di energia rinnovabile nei porti e anche la sua trasformazione in idrogeno verde”.

Ma non finisce qui: contestualmente allo stanziamento complessivo, pari appunto a 33 miliardi, Bruexelles ha anche definito le priorità di intervento per il prossimo triennio della ‘Alternative fuel blending facility’, strumento specifico costituito sotto il ‘cappello’ della Connecting Europe Facility che metterà a disposizione delle aziende europee sia finanziamenti a fondo perduto sia prestiti.

“Una delle priorità individuate nell’ambito di questa ‘facility’ è quella relativa alla transizione energetica, e di nuovo in questo ambito l’H2 è protagonista” assicura Picco. “Le opportunità riguardano infatti anche finanziamenti per la realizzazione dell’infrastruttura di rifornimento di idrogeno su specifiche sezioni della rete ferroviaria TEN-T e in terminal per il rifornimento di locomotive da manovra; azioni a sostegno del lancio di infrastrutture di rifornimento di idrogeno e di ricarica dell’elettricità dedicate al trasporto pubblico e ai veicoli pesanti; azioni a sostegno della diffusione di combustibili alternativi, compreso l’idrogeno, per porti marittimi, vie navigabili interne e porti interni e aeroporti TEN-T”.

Al momento, nella definizione di questi programmi di investimento, l’UE non ha previsto discriminanti in base al ‘colore’ dell’idrogeno, ovvero alla sua modalità di generazione, “anche se non si può escludere che ciò possa avvenire in un secondo momento. Per ora, infatti, le priorità sono state definite solo in linea generale – precisa il Managing Director di Circle Group – ma i dettagli tecnici e le caratteristiche che dovranno avere i progetti per essere presi in considerazione saranno articolate nel dettaglio nell’ambito delle call”.

Per quanto riguarda la sezione principale del CEF 2, “i bandi saranno annuali, e il primo dovrebbe uscire già il prossimo settembre, mentre per l’ ‘Alternative fuel blending facility’ ci saranno delle cosiddette ‘finestre’ per presentare le candidature che avranno frequenza trimestrale”.

Si tratta quindi di un complesso di programmi di sostegno tanto ampio quanto articolato, in cui le aziende interessate dovranno districarsi: “Circle offre proprio questo tipo di consulenza” sottolinea Picco. “Da oltre 10 anni lavoriamo al fianco delle imprese, con un tasso di successo nell’ottenimento dei fondi doppio rispetto alla media del mercato, in tutte le fasi del progetto. Dalla sua stesura iniziale all’individuazione di potenziali partner, anche finanziari, fino alla presentazione della documentazione presso gli organismi competenti a Bruxelles, con cui ci interfacciamo direttamente per conto del cliente”.

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