Positive le trimestrali di Snam ed Edison

Snam ed Edison, corporation energetiche italiane attive sul fronte dell’idrogeno, hanno entrambe chiuso il primo trimestre dell’anno con risultati decisamente soddisfacenti.

Il gruppo di San Donato Milanese ha infatti registrato ricavi in crescita del 5,6% a 717 milioni di euro nel Q1 2021, per effetto della crescita dei business della transizione energetica. Stabile l’EBITDA a 559 milioni (+0,7%), mentre l’utile netto del periodo è stato pari a 313 milioni, con un incremento dell’8,3% rispetto al primo trimestre del 2020, reso possibile – spiega la società – dai maggiori proventi da partecipazioni e delle azioni di ottimizzazione della struttura finanziaria.

Un trend positivo a cui, in qualche modo, ha contribuito anche il crescente impegno sul tema idrogeno: “I risultati del primo trimestre 2021 confermano il percorso di crescita di Snam, grazie alla solidità del nostro core business e all’importante contributo delle nuove partecipazioni come quella in De Nora” ha infatti commentato Marco Alverà.

Industrie De Nora è l’azienda italiana attiva nella produzione di tecnologie per l’elettrolisi (anche in partnership con la corporation tedesca Thyssenkrupp) di cui Snam a inizio anno ha rilevato il 33%.

E proprio verso l’H2, come anche verso altri ‘capitoli’ della transizione energetica tra cui biometano e mobilità sostenibile, sono andati parte dai 230 milioni investiti nel trimestre (+5% rispetto ai 220 milioni di euro del Q1 2020).

Tra le iniziative in ambito idrogeno messe a segno nei primi mesi del 2021, Snam segnala nella sua nota il MoU firmato il 22 marzo con Mubadala Investment Company per sviluppare progetti congiunti relativi all’H2 negli Emirati Arabi e l’avvio della collaborazione tra la controllata Snam4Mobility e Wolftank Hydrogen, azienda del gruppo austriaco Wolftank-Adisa, finalizzata a dare impulso alla mobilità a idrogeno attraverso la realizzazione di stazioni di rifornimento per automobili, bus e camion.

Per quanto riguarda Edison, invece, il trimestre si è chiuso con ricavi pari a 2,1 miliardi di euro, in crescita del 17% rispetto al Q1 2020 soprattutto grazie all’aumento dei prezzi e dei volumi di energia venduti.  Ancor più significativa la crescita dell’EBITDA, aumentato del 34,8% a 252 milioni di euro grazie soprattutto – spiega l’azienda di Foro Bonaparte nella sua nota – al contributo della filiera Energia Elettrica, che ha beneficiato della maggior generazione rinnovabile, del recupero della produzione termoelettrica e della buona performance nelle attività di ottimizzazione del portafoglio produttivo.

L’utile trimestrale è stato pari a 98 milioni di euro, rispetto alla perdita di 10 milioni registrata nei primi 3 mesi del 2020, grazie alle dinamiche sopracitate e anche ai minori oneri netti legati alle attività E&P (Exploration & Production) ora cedute.

In relazione al business dell’idrogeno, Edison segnala – tra gli eventi di rilievo occorsi nel trimestre – la firma, l’11 gennaio 2021, dell’accordo con Snam finalizzato a decarbonizzazione dell’acciaieria di Tenaris a Dalmine, attraverso l’introduzione dell’H2 verde in alcuni processi produttivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.