Power-to-hydrogen in Europa: la Spagna prepara la fuga in avanti, mentre l’Italia resta in retrovia

di Francesco Bottino

La Spagna è sulla buona strada per diventare la ‘regina’ europea dell’idrogeno verde, mentre l’Italia sembra essere già in una posizione di retroguardia, con una previsione di crescita della capacità produttiva di power-to-hydrogen (considerando cioè la produzione di idrogeno tramite elettrolisi alimentata sia con fonti rinnovabili sia tramite allaccio diretto alla rete elettrica) minore rispetto a quella degli altri principali Paesi membri dell’UE.

È il quadro, piuttosto chiaro, che emerge dal Clean Hydrogen Monitor 2021, approfondito report appena pubblicato dall’associazione Hydrogen Europe che prende in esame le dinamiche di costo dell’idrogeno presenti e future in ambito comunitario, la potenziale crescita dell’output produttivo in ogni Paese in base ai progetti annunciati, l’evoluzione della domanda di H2 da parte dell’industria e le opportunità di finanziamento in ambito UE.

Il dossier è scaricabile interamente dagli aderenti all’organizzazione, oppure (per chi non è socio) acquistabile sul sito della stessa, ma alcuni dei dati più significativi sono stati riassunti in una presentazione consultabile liberamente a questo link.

Partendo dai costi, il report fotografa l’attuale situazione che vede l’idrogeno grigio venduto oggi a circa 1,4 euro a Kg (in modalità prevalentemente ‘captive’) in Europa, e stima invece il costo medio dell’idrogeno prodotto tramite elettrolisi alimentata dalla rete in circa 3,75 euro a Kg (in Italia questo valore si attesta a 4,1 euro a Kg), con una carbon footprint che varia in base al mix energetico di ciascun Paese ma che si attesa in media a 12,8 kg di CO2 per Kg di H2.

Per quanto riguarda invece l’idrogeno verde vero e proprio, generato tramite elettrolisi alimentata esclusivamente con energia rinnovabile, il costo attuale stiamo da Hydrogen Europe è ancora molto variabile: in Portogallo 3,8 euro a Kg; in Spagna 4,4 euro; in Francia 5,1 euro; in Germania 5,3 euro; in UK 4,4 euro; in Italia 5,7 euro.

L’organizzazione, però, ricorda che il costo di produzione dell’idrogeno verde nell’ultimo decennio è calato drasticamente, passando dai 27 euro a Kg del 2012 agli attuali 6,8 euro e Kg in media, all’interno dell’UE. Una riduzione del 75% che prevedibilmente proseguirà portando il prezzo dell’H2 green su livelli competitivi entro pochi anni, specie in Paesi come la Spagna dove si potrebbero raggiungere i 2,3 euro al Kg già entro il 2023.

E la Spagna primeggia – di gran lunga – anche in un’altra classifica, quella dell’incremento della capacità di power-to-hydrogen stimato da oggi al 2030, calcolato sulla base dei progetti già annunciati (anche se in diversi stadi di avanzamento).

L’aumento stimato per il regno iberico è infatti pari a ben 73,3 GW, straordinariamente maggiore rispetto a quello dei Paesi vicini come Portogallo (2,6 GW), Francia (3,1 GW), Germania (5,3) e ovviamente anche dell’Italia, dove l’incremento di ouput previsto da Hydrogen Europe nel prossimo decennio si ferma a 1,57 GW addizionali.

A livello generale, in ogni caso, il dossier certifica che attualmente la capacità totale europea di power-to-hydrogen è pari a 135 MW, il 50% in più rispetto ai 90 MW del 2019, e che dovrebbe crescere a ritmi quasi esponenziali per raggiungere 27,3 GW nel 2025, 118,3 GW nel 2030 e 152,5 GW nel 2040.

Un percorso che comporterà anche un cambio del modello produttivo: se infatti – secondo le stime di Hydrogen Europe – nel 2024 l’80% dell’energia necessaria a produrre idrogeno verrà prelevata dalla rete, già nel 2030 ben l’80% dell’energia arriverà da fonti rinnovabili.

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