Procede l’assegnazione dei contratti per il maxi-progetto saudita NEOM

Fa nuovi passi avanti il processo di sviluppo di NEOM, il maxi-progetto saudita che prevede la realizzazione di una nuova ‘cittadella’ dell’energia green, nell’ambito del quale verrà prodotta ammoniaca da idrogeno rinnovabile che verrà poi esportata in tutto il mondo dalla multinazionale americana dei gas tecnici Air Products (presente anche in Italia come azionista di minoranza del Gruppo Sapio).

Secondo la testata Power Technology – che cita come fonte la piattaforma di business intelligence mediorientale MEED – sarebbe ormai imminente l’assegnazione dei contratti per i lavori di costruzione delle opere civili nell’ambito del progetto, il cui nome completo è Helios Green Fuels e i cui investimenti complessivi ammontano a oltre 5 miliardi di dollari.

Gli appalti oggetto di questa procedura hanno un valore di circa 600 milioni di dollari e andranno ad una delle 3 società che hanno risposto con una precedente manifestazione d’interesse: China Tianchen Engineering Corporation (Cina), Consolidated Contractors Company (Libano), Nesser S Al-Hajri Corporation (Arabia Saudita).

Con questo passaggio si chiuderebbe il ‘pacchetto’ finanziario dell’intera iniziativa, prevedibilmente entro la prossima estate, consentendo quindi alla fase realizzativa di entrare nel vivo.

Come detto, il cuore di NEOM sarà costituito da un impianto di produzione di idrogeno verde di notevole dimensione, e da un sistema per trasformare l’H2 in ammoniaca che poi verrà esportata via mare in tutto il mondo esclusivamente da Air Products, uno dei partner del progetto essendo azionista – insieme a Neom (la società che ha dato il nome all’iniziativa) e alla multiutility saudita Acwa Power – di Neom Green Hydrogen Company, la joint-venture costituita a luglio 2020 che lo sta sviluppando.

NEOM sfrutterà 4 GW di energia rinnovabile (eolico e solare) per alimentare un impianto di elettrolisi da 2 GW commissionato a fine 2021 a Thyssenkrupp Uhde Chlorine Engineering (la joint-venture tra la tedesca Thyssenkrupp e l’italiana De Nora recentemente rinominata Thyssenkrupp Nucera) in grado di produrre 650 tonnellate al giorno di idrogeno verde da cui verranno ricavate – impiegando tecnologie messe a disposizione dalle aziende americane Baker Hughes e Haldor Topsoe – 1,2 milioni di tonnellate all’anno di ammonica, sulla cui esportazione verso i mercati globali, come detto, Air Products avrà un diritto di esclusiva.

Parte di questa ammoniaca green potrebbe peraltro arrivare in Italia attraverso il porto di Venezia, grazie ad un progetto a cui la locale port authority sta lavorando insieme alla già citata Sapio (che vanta appunto tra i suoi azionisti anche Air Products).

L’avvio della produzione di idrogeno – secondo quanto recentemente comunicato da Thyssenkrupp – è previsto per il 2026.