Produzione di idrogeno nell’aeroporto di Malpensa: arrivano i finanziamenti dell’UE

L’idrogeno era già stato inserito nel Masterplan 2035 dell’aeroporto di Malpensa, che ora riceverà anche fondi dall’Unione Europea per sviluppare questo tipo di tecnologie, lavorando in partnership con Snam e RINA.

La Commissione ha infatti approvato i finanziamenti al progetto ‘hOListic Green Airport’ (OLGA), lanciato il 1° ottobre con l’obiettivo “di sviluppare misure sostenibili innovative per ridurre le emissioni sia in pista che a terra, migliorando l’efficienza energetica, la qualità dell’aria, la biodiversità e la gestione dei rifiuti” negli aeroporti.

Dell’iniziativa fanno parte – oltre ad una nutrita schiera (57 in tutto) di enti, organizzazioni, aziende e fornitori – 4 dei principali aeroporti europei: Malpensa, Parigi-Charles de Gaulle (Francia), Zagabria (Croazia) e Cluj (Romania), che riceveranno complessivamente da Bruxelles 24,99 milioni di euro, su un bilancio totale del progetto pari a 34 milioni.

Nello specifico, a Sea – la società che gestisce lo scalo italiano – arriveranno 1,54 milioni di euro, destinati a co-finanziare la costruzione di un impianto per la produzione di idrogeno all’interno del perimetro aeroportuale. L’H2 sarà utilizzato per alimentare i mezzi che si muovono all’interno dell’aerostazione (come per esempio i pullman interpista), ma sarà anche messo a disposizione per utilizzi esterni.

L’intero sistema verrà realizzato da Snam e, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, entrerà in funzione tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Sarà costituito da un elettrolizzatore, per la produzione in loco di idrogeno verde, un compressore, un sistema di stoccaggio e un impianto per la distribuzione del combustibile ai mezzi.

L’avvio del progetto OLGA – di cui fa parte, tra gli altri, anche il gruppo genovese RINA – costituisce un primo passo fondamentale verso la creazione di quella ‘hydrogen valley’ aeroportuale di cui aveva parlato il CEO di Sea Armando Brunini in occasione della presentazione del Masterplan 2035, a sua volta presupposto per poter raggiungere l’obbiettivo – fissato proprio per quell’anno – degli aerei alimentati ad H2.

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