Pubblicato il decreto del MASE su Mission Innovation: i dettagli della Clean Hydrogen Mission

Lo scorso 25 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 16 novembre 2023 in cui vengono fissate le linee di attività e le modalità attuative del programma internazionale ‘Mission Innovation’ a cui l’Italia aderisce insieme ad altri 24 Paesi. Il provvedimento stanzia 502 milioni di euro per promuovere, nel triennio 2024-2026, la ricerca e lo sviluppo di tecnologie energetiche innovative a zero emissioni di carbonio.

Come si legge nel provvedimento, la fase 2 di Mission Innovation (MI 2.0), lanciata il 2 giugno 2021 con durata decennale (fino al 2030), è articolata in sette Mission: Green Powered Future Mission (GPFM); Zero-Emission Shipping; Clean Hydrogen Mission (CHM); Carbon Dioxide Removal Mission; Urban

Transitions Mission; Net-Zero Industries Mission; Integrated Biorefineries Mission. L’Italia ha aderito alla Green Powered Future Mission e alla Clean Hydrogen Mission, in entrambi i casi con un proprio Action Plan 2022-2024 relativo a obiettivi e attività per il primo triennio.

Per quanto riguarda nello specifico la Mission sull’idrogeno, essa si articola a sua volta in tre pilastri principali (come definito nel relativo Action Plant): ricerca & innovazione; realizzazione di impianti dimostratori, pilot e hydrogen valley; quadro normativo abilitante lo sviluppo dell’idrogeno.

Il Programma CHM – come già anticipato lo scorso novembre dal MASE – potrà contare su una dotazione economica pari a 118 milioni di euro, finalizzata a sostenere la realizzazione di attività di ricerca e sperimentazione, nonché di realizzazione di prototipi industriali, perseguendo i seguenti obbiettivi: aumentare le performance degli impianti; incrementare la sostenibilità economica e ambientale degli stessi; individuare soluzioni innovative per la produzione di idrogeno, al fine di ridurre la domanda di idrogeno di origine fossile; definire standard tecnologie e di sicurezza per l’utilizzo dell’H2.

Il decreto stanzia anche 36 milioni di euro per attività trasversali tra la Green Powered Future Mission e la Clean Hydrogen Mission: nello specifico si dovrà trattare di attività di ricerca e sperimentazione nonché di progetti pilota in diverse aree strategiche, una delle quali riguarda gli elettrolizzatori e le reti elettriche. In tale area – è scritto nel decreto del MASE – sono ammessi “progetti e attività che, oltre a perseguire gli obbiettivi definiti nell’ambito dell’Action Plan 2022-24 dei citati programmi GPFM e CHM, garantiscono l’installazione ottimale di elettrolizzatori per la produzione di idrogeno rispetto alla disponibilità delle risorse rinnovabili locali, alle connessioni di rete e alle possibilità di stoccaggio e di impiego del vettore idrogeno nei processi industriali.