Puglia Green Hydrogen Valley mette in stand-by l’hub di Cerignola per concentrarsi inizialmente su Brindisi e Taranto

di Francesco Bottino

Il progetto Puglia Green Hydrogen Valley cresce con l’ingresso di nuovi soci di peso, ma viene almeno per il momento ridimensionato in termini di estensione geografica e di output previsto.

Nelle ultime comunicazioni ufficiali, in cui Edison – uno dei promotori dell’iniziativa, insieme a Saipem – ha annunciato l’ingresso come azionista del gruppo assicurativo Generali, la cui controllata Sosteneo ha rilevato il 40% di Puglia Green Hydrogen Valley Srl precedentemente detenuto da Alboran Hydrogen (gruppo EN.IT), e di DRI d’Italia, che dovrebbe entrare col 5% a valle di un ok ministeriale (è una controllata di Invitalia) atteso a breve, la descrizione era infatti la seguente: “Puglia Green Hydrogen Valley è una delle prime iniziative per la produzione di idrogeno verde su larga scala in Europa e prevede la realizzazione di due impianti a Brindisi e Taranto, per una capacità di elettrolisi complessiva di 160 MW. Si stima che, una volta a regime, gli impianti saranno in grado di produrre circa 250 milioni di metri cubi di idrogeno verde all’anno”.

Lo scorso anno, però, i promotori – tra cui la stessa Edison – parlavano di 3 hub di produzione, Brindisi, Taranto e Cerignola (Foggia), per una capacità di elettrolisi complessiva pari a 220 MW e un output stimato in circa 300 milioni di normal metri cubi di idrogeno rinnovabile all’anno.

Al momento da parte dell’azienda non ci sono state dichiarazioni ufficiali riguardo a questo ridimensionamento dell’iniziativa, ma sembra di poter dedurre che i promotori della Puglia Green Hydrogen Valley abbiano deciso di concentrarsi, almeno inizialmente, su Brindisi e Taranto, per valutare l’eventuale sviluppo di Cerignola magari in una seconda fase.