Ricerca e sviluppo: l’agenda delle priorità secondo Hydrogen Europe Research

La Clean Hydrogen Partnership, la nuova partnership europea pubblico-privata che prenderà il posto della Fuel Cell & Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU) sarà “uno strumento di finanziamento determinante” per le iniziative finalizzate a sviluppare la filiera dell’idrogeno nel Vecchio Continente, “ma non potrà coprire tutte le aree di ricerca che invece andrebbero perseguite per consentire all’H2 di esprimere tutto il suo potenziale”.

Ne è convinta Hydrogen Europe Research (HER) – associazione non-profit legata ad Hydrogen Europe e costituita da 103 membri tra Università e Research & Technology Organisations (RTO) provenienti da 25 Paesi – che per questa ragione ha deciso di stilare e pubblicare un ‘technical paper’ in cui vengono individuati una serie di campi di ricerca meritevoli di essere sviluppati e sostenuti economicamente, che al momento non ricadono nella missione della Clean Hydrogen Partnership oppure che, ad opinione della HER, dovrebbero essere comunque destinatari di un quantitativo maggiore di risorse.

Nel documento – che si intitola ‘Research Position Paper for a long perspective impact of european research and industrial sectors’ – l’associazione intende anche concentrare l’attenzione su aree di ricerca e opzioni promettenti ma ancora caratterizzate da un basso Technology Readiness Level (TRL), che potrebbero però diventare essenziali per la prossima generazione di tecnologie per l’H2.

Il ‘peper’ si divide in diversi capitoli dedicati ai vari aspetti della filiera, e per ognuno di essi individua una serie di ambiti in cui – a giudizio di HER – è necessario incrementare l’impegno in termini di R&D.

Per quanto riguarda la produzione di idrogeno, i focus sono su: materiali avanzati e nuovi design delle celle per gli elettrolizzatori; nuove soluzioni per produrre idrogeno tramite processi photo-indotti; produzione di idrogeno da processi di conversione.

Per quanto riguarda la logistica dell’H2, il documento si concentra su: nuove soluzioni economicamente competitive per il trasporto di idrogeno liquido su larga scala; materiali avanzati e tecnologie per le future reti infrastrutturali di trasporto dell’H2 via pipeline; nuovi materiali e concept per lo stoccaggio di idrogeno in modo efficiente ed economicamente competitivo.

C’è poi il capitolo dedicato agli end-user, in cui Hydrogen Europe Research individua priorità come i materiali avanzati per la conversione di idrogeno a bordo di veicoli, nuovi potenziali utilizzatori, applicazioni nella micro-generazione, protocolli per le procedure di refueling dei mezzi di trasporti alimentati a idrogeno.

Infine, nel novero delle attività trasversali da approfondire, il dossier inserisce la modellazione e la caratterizzazione del comportamento dei materiali, la definizione di modelli comprensivi per l’analisi di scenario, l’individuazione di un metodo scientifico condiviso per il calcolo delle emissioni di CO2, lo sviluppo di programmi di formazione di forza lavoro specializzata, la definizione di codici e standard di carattere pre-normativo e l’accelerazione dei protocolli di test, nonché lo sviluppo di infrastrutture per la ricerca e lo sviluppo.