Rosetti Marino e Baker Hughes alleate per sviluppare progetti di CCS in Italia

Rosetti Marino, storica realtà ravvenate attiva nei servizi all’oil&gas, e Baker Hughes, gruppo multinazionale delle tecnologie per l’energia (con un forte radicamento anche in Italia), si sono alleate per sviluppare progetti di cattura e stoccaggio di anidride carbonica (CCS) partendo proprio dal Belpaese.

Le soluzioni per la cattura della CO2, oltre ad essere secondo molti osservatori – a partire dalla IEA (International Energy Agency) – uno strumento imprescindibile per decarbonizzare l’economia europea, sono anche un elemento chiave per la produzione di idrogeno blu, quello generato dallo steam reforming del metano, e Baker Hughes proprio in quest’ottica ci lavora da tempo.

Ora la corporation americana, che in Italia opera attraverso diverse realtà tra cui la capofila Nuova Pignone – basata a Firenze e con propri stabilimenti a Marina di Carrara – ha deciso di proseguire su questa strada stringendo un accordo con Rosetti Marino, società fondata nel 1925 a Ravenna e operante a livello internazionale nella progettazione e fornitura di impianti e servizi per l’energia e di costruzioni navali.

Alla firma erano presenti i Sindaci di Firenze, Dario Nardella, e di Ravenna, Michele De Pascale, il Chairman e CEO di Baker Hughes Lorenzo Simonelli, il Presidente di Nuovo Pignone Michele Stangarone, nonché il Presidente e l’Amministratore delegato di Rosetti Marino, rispettivamente Stefano Silvestroni e Oscar Guerra.

La collaborazione, che punta a coinvolgere e sviluppare l’intera filiera produttiva, partirà proprio con progetti relativi all’Italia.

“Siamo convinti che la filiera italiana possa dare una grande spinta al processo di transizione energetica in atto sia a livello globale sia nel nostro Paese, dove possiamo essere dei protagonisti in grado di dare un notevole contributo” ha commentato l’AD di Rosetti Marino Oscar Guerra. 

“L’obbiettivo dell’abbattimento totale delle emissioni di CO2 è molto ambizioso e, per essere raggiunto, avrà bisogno – secondo Lorenzo Simonelli, CEO di Baker Hughes – di una significativa accelerazione dello sviluppo tecnologico e non potrà prescindere dall’utilizzo responsabile ed efficiente di tutte le fonti energetiche. Sarà fondamentale un’azione di sistema di cui l’Italia ha oggi dimostrato di essere capace. Sono orgoglioso che questa spinta all’innovazione faccia perno su due città come Firenze e Ravenna, che hanno tanta storia in comune.”

Baker Hughes è attiva su più fronti in tema di transizione energetica e in particolare di idrogeno, e sviluppa e produce proprio in Italia le turbine della serie NovaLT, che sono ‘hydrogen ready’ ovvero in grado di utilizzare fino al 100% di idrogeno o miscele a vario tenore di gas metano e idrogeno.

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