Saudi Aramco decisa a diventare un player globale nel mercato dell’idrogeno entro il 2030

Pur nella convinzione che gli idrocarburi continueranno ad essere un pilastro del mix energetico mondiale per molto tempo, la corporation petrolifera statale dell’Arabia Saudita, Saudi Aramco, è decisa a diventare un player di rilievo globale nel nascente mercato internazionale dell’idrogeno.

Secondo quanto riportato da S&P Global Platts, infatti, il Chief Technology Officer del gruppo, Ahmed al-Khowaiter, nel corso di un evento online svoltosi alcuni giorni fa ha dichiarato che l’obbiettivo di Saudi Aramco è di dare al suo business legato all’H2 una dimensione mondiale entro il 2030.

“Pensiamo che la crescita del mercato dell’idrogeno sarà moderata fino al 2030: è quella la data che segnerà lo scale-up per l’industria dei combustibili puliti, grazie al fatto che per allora le infrastrutture e anche le politiche di sostegno pubblico saranno pienamente attive” ha dichiarato Khowaiter. “Riteniamo che il Giappone e le Corea del Sud saranno i primi mercati a partire per il trading di idrogeno, tra le fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ‘30”.

Le prime attività, comunque, sono già in corso: lo scorso settembre Saudi Aramco aveva effettuato la prima spedizione via mare al mondo di ammoniaca blu – ovvero ammoniaca prodotta partendo da idrogeno blu, a sua volta ricavato da steam reforming del metano e cattura della CO2 – verso il Giappone, mentre alcuni mesi prima aveva costituito una joint-venture con Air Products e ACWA Power per realizzare, nella futura città ‘zer-carbon’ di Neom, un progetto di idrogeno verde da 5 miliardi di dollari, il più grande al mondo.

Al momento, comunque, il gruppo – secondo quanto riferito da Khowaiter – sta ancora studiando la possibile domanda internazionale di H2 e le conseguenti dinamiche di prezzo, per definire di conseguenza la sua strategia in materia. Per ora, secondo il manager di Saudi Aramco, è troppo presto per fissare una time line relativa ai piani della corporation in ambito idrogeno, ma è certo che i target saranno ambiziosi, e verranno comunicati non appena saranno state prese decisioni definitive a riguardo.

Tutto questo comunque non significa che Saudi Aramco, che dispone di enormi asset petroliferi e di gas, sia intenzionata ad abbandonare il business delle fonti fossili. Tutt’altro: Ahmed al-Subaey, Vice president Marketing, Sales and Supply Planning, ha assicurato che la major saudita intende essere ‘the last man standing’, ossia l’ultimo uomo ad abbandonare il campo, tra i produttori di idrocarburi.

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