Saudi Aramco spedisce il primo carico di ammoniaca ‘blu’ in Giappone: alimenterà una centrale elettrica

In un contesto che vede il mercato petrolifero sempre più instabile e comunque, secondo le previsioni degli stessi protagonisti, destinato a ridimensionarsi nel tempo, il primo produttore mondiale di greggio, l’Arabia Saudita, sta muovendosi rapidamente per ritagliarsi il proprio spazio anche nello scacchiere energetico del futuro.

E’ stata infatti la corporation statale Saudi Aramco e produrre il primo carico di ammoniaca blu, ovvero ammoniaca derivante da idrogeno generato tramite steam reforming del metano e cattura e stoccaggio della CO2 (CCS), che ora sta viaggiando via nave diretto in Giappone. Questa prima spedizione dovrebbe portare in Sol Levante circa 40 tonnellate di ‘blue ammonia’, che una volta sbarcata in terra nipponica verrà utilizzata per alimentare una centrale elettrica azzerando le emissioni di CO2.

Il Giappone sta lavorando per posizionarsi come uno dei leader mondiali nello sviluppo dell’idrogeno – di cui l’ammoniaca è di fatto un vettore – e ha già presentato un ambizioso piano di riduzione delle emissioni di gas serra, che prevede un taglio del 26% entro il 2030, prendendo come base di riferimento i valori di 2013.

Da parte sua anche l’Arabia Saudita sta cercando di scrollarsi di dosso l’immagine che la vede legata alla produzione di combustibili ‘sporchi’, e si sta muovendo attivamente sia sul versante delle rinnovabili che su quello dell’H2.

Lo scorso luglio l’azienda americana Air Products & Chemicals aveva firmato con accordo con la saudita ACWA Power International nell’ambito del maxi progetto Neom, che vale 5 miliardi di dollari e prevede la realizzazione, proprio in Arabia Saudita, di un grande polo produttivo di ammoniaca da idrogeno green, generato con energia rinnovabile.

Parallelamente, l’azienda chimica Sabic, una controllata di Saudi Aramco, sta studiando, in partnership con la giapponese Mistubishi come sviluppare la catena logistica e di trasporto dell’ammoniaca.

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