Secondo Reuters, Bloomberg e The New York Times l’era dell’idrogeno (verde) è iniziata

Ci deve essere sicuramente qualcosa di vero, se a dirlo sono tre vere e proprie ‘bibbie’ del giornalismo a livello internazionale: nei giorni scorsi, a poche ore di distanza l’una dall’altra, l’agenzia di stampa britannica Reuters, la sua concorrente americana Bloomberg e persino quello che è unanimemente ritenuto il più autorevole quotidiano del mondo, The New York Times (che in realtà ha semplicemente ripreso, sulle sue seguitissime pagine digitali, l’articolo delle Reuters), hanno titolato qualcosa come ‘l’era dell’idrogeno è arrivata’.

La Reuters, e quindi anche il New York Times, analizzano la posizione di molti esponenti di primo piano delle istituzioni internazionali e anche nell’industria, tutti concordi nel ritenere che le misure di rilancio necessarie per dare ossigeno alle economie mondiali, duramente colpite dalla pandemia di coronavirus e dai conseguenti mesi di lockdown, dovranno riservare una forte attenzione alle energie rinnovabili e, in particolare, all’idrogeno verde (quello prodotto da fonti rinnovabili appunto), il cui tempo “è ormai arrivato”.

Nella sua lunga analisi (che infatti è intitolata “Green’s Hydrogen Time Has Come, Says Advocates Eying Post-Pandemic World”) l’agenzia britannica parte dalla recente dichiarazione del capo della International Energy Agency (IEA) Fatih Birol, che ha sostenuto come la tecnologia dell’idrogeno verde sia ormai “redy for the big time” (pronta per il suo grande momento) e ha esortato i Governi a indirizzare investimenti in questa direzione, per poi passare in rassegna i più recenti progetti annunciati a livello mondiale e le dinamiche di mercato dell’idrogeno, presenti ma sopratutto future.

Bloomberg fa invece un ulteriore passo in avanti, pubblicando il suo pezzo nella sezione ‘Opinions’, e quindi, piuttosto che riportare quanto sostenuto da altri, prende direttamente posizione titolando “The Hydrogen Economy’s Time is Approaching”.

La testata economia statunitense sostiene infatti che l’idrogeno potrebbe arrivare a soddisfare il 24% dell’intero fabbisogno energetico mondiale entro il 2050, e che costituisce il più efficace strumento per decarbonizzare settori in cui difficilmente le rinnovabili ‘classiche’ potrebbero attecchire, come l’industria siderurgica, quella del cemento e quella dei trasporti pesanti via camion.

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