Sei nuovi ingressi nell’European Hydrogen Backbone, che ora raccoglie 29 TSO

Cresce ancora il numero di membri all’European Hydrogen Backbone (EHB), iniziativa lanciata nel 2020 da 11 TSO (Trasmission System Operator) tra cui l’italiana Snam con l’obiettivo di delineare, e poi implementare, un’infrastruttura europea per il trasporto di idrogeno via pipeline.

A inizio 2022 hanno infatti aderito al consorzio altri 6 operatori: Amber Grid (Lituania), Bulgartransgaz (Bulgaria), Conexus Baltic Grid (Lettonia), Gassco (Norvegia), Plinacro (Croazia) e REN (Portogallo). Con questi ultimi ingressi, sale così a 29 il numero complessivo di gestori di infrastrutture energetiche (provenienti da 27 Paesi) che hanno sposato la causa di una rete europea dell’H2.

Quest’anno, l’attività della EHB e dei suoi membri si focalizzerà sullo sviluppo di una serie di valutazioni tecniche ed economiche riguardo i futuri corridoi di fornitura dell’idrogeno, e sulla valutazione del ruolo che potrà essere svolto – rispetto all’implementazione di queste direttrici – dalla collaborazione regionale tra i diversi operatori di infrastrutture energetiche.

In parallelo, il gruppo continuerà ad aggiornare e digitalizzare le mappe dei network del gas e potenzierà il sito ufficiale dell’iniziativa per rendere più semplice l’accesso a tutta la considerevole mole di dati messa a disposizione.

Attività che hanno lo scopo di accelerare il percorso di decarbonizzazione dell’economia europea definendo il ruolo strategico delle infrastrutture per il trasporto di idrogeno – basate su condotte esistenti e su nuove pipeline dedicate – nella creazione di un mercato comunitario fluido, competitivo e ‘liquido’ per questo vettore energetico low-carbon.