Simplifhy al fianco delle imprese italiane nella transizione all’H2: il CEO Sergio Torriani delinea strategie e obbiettivi

di Francesco Bottino

Balzata agli onori delle cronache per il suo ruolo nella recente installazione della prima fuel cell, fornita dall’americana Bloom Energy, presso lo stabilimento Ferrari di Maranello, l’azienda italiana Simplifhy sta consolidando un’ampia gamma di partnership internazionali, proponendosi sul mercato italiano come solution provider e system integrator per progetti legati alla value chain dell’H2.

“L’idea è nata tra il 2019 e il 2020, quando lavoravo per Emerson occupandomi di automazione di turbine, valvole e di altre componenti tecnologiche per l’industria del gas e del power” spiega ad HydroNews Sergio Torriani, fondatore e CEO di Simplifhy.

“In quel periodo sono venuto in contatto con diversi produttori di elettrolizzatori e fuel cell, che erano ancora tutti di piccola dimensione e sostanzialmente effettuavano solo realizzazioni su commessa”.

Torriani vede quindi uno spazio per un nuovo soggetto in grado di assistere l’industria italiana nello sviluppo dei progetti legati all’idrogeno, facendo leva sulla propria precedente esperienza e su quella di altri soci e partner, con un solido background tecnico e in attività di EPC contractor.

“Simplifhy nasce ufficialmente nel 2021, come start-up innovativa e società benefit. Ciò significa che nel nostro statuto è prevista, nella mission della società, la generazione di un impatto positivo sull’ambiente e sulle comunità in cui operiamo”.

Attualmente la società, che ha sede a Sesto S. Giovanni e sede operativa a Villasanta (nei pressi di Arcore), impiega 5 ingegneri e altre 5 persone di staff, “ma siamo in crescita dal punto di vista del numero di addetti” assicura Torriani, che poi precisa: “Il nostro approccio è neutrale e pragmatico dal punto di vista della tecnologia, e quindi ci occupiamo di tutte le varianti dell’idrogeno, anche se spingiamo per l’H2 green e siamo entrati nella Renewable Hydrogen Coalition. In Italia invece siamo soci di H2IT e del Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C), di cui io sono responsabile per l’idrogeno”.

Simplifhy parte dalla convinzione che l’idrogeno possa essere “un motore di conversione tecnologica e industriale” e si propone di contribuire alla sua applicazione pratica nel tessuto economico nazionale: “Offriamo ai nostri clienti consulenza progettuale, assistenza nella fase realizzativa dell’impianto e nella sua manutenzione, sempre con una particolare attenzione agli aspetti burocratici e autorizzativi, che in Italia spesso sono particolarmente complessi” ricorda Torriani.

L’azienda lombarda non propone proprie tecnologie, ma si serve di quelle già disponibili sul mercato: “Il nostro valore aggiunto è costituito dalla capacità di individuare la soluzione più adatta alle esigenze di ogni singolo cliente e dello specifico progetto, e di integrarla dando vita ad un sistema completo”.

Proprio per questa ragione, Simplifhy ha attivato una serie di partnership con player tecnologici internazionali, di cui si propone di essere l’interfaccia col mercato italiano, spesso completando la semplice offerta di un prodotto con un know-how specializzato e agendo come integratore di sistemi.

La più nota di queste collaborazioni è quella menzionata con Bloom Energy, che ha trovato la sua prima espressione concreta nel progetto Ferrari, “dove – sottolinea il CEO di Simplifhy – ci siamo occupati di tenere i rapporti con i tecnici interni della casa del ‘cavallino rampante’ e di dare il nostro supporto soprattutto sugli aspetti normativi”, ma non è l’unica.

“Enapter ci ha incaricato di proporre sul mercato italiano impianti di elettrolisi basati sulla loro tecnologia. Loro producono le componenti e si vogliono concentrare sullo scale-up industriale, quindi hanno bisogno di qualcuno che commercializzi i loro prodotti e sia in grado di integrarli in un eco-sistema completo, modellato sulle esigenze del singolo cliente. Noi, d’altra parte, abbiamo bisogno della loro tecnologia per poter formulare la nostra proposta su basi solide e concrete”.

Modello analogo a quello adottato anche con l’azienda francese HRS, che produce stazioni di rifornimento di H2: “Loro realizzano le refueling station, ma poi hanno bisogno di qualcuno che si interfacci con il cliente e sia in grado di implementare un sistema completo, peraltro gestendo il progetto nel rispetto della regolazione italiana, che è diversa da quella francese”.

Ci sono poi altre iniziative a cui sta lavorando Simplifhy, su cui però Torriani resta – comprensibilmente – più abbottonato: “Per un cliente, di cui per ora non posso rivelare l’identità, stiamo studiando una soluzione completa H2 Power, che comprende la produzione di idrogeno, lo stoccaggio e il suo impiego in una fuel cell. È un progetto che ci aiuterà anche a comprendere meglio il funzionamento di questo tipo di ecosistemi”.