Simplifhy archivia il 2023 con un fatturato in forte crescita e per l’anno in corso prevede un ulteriore raddoppio dei ricavi

Il 2023 è stato un anno positivo per Simplifhy: il solution provider specializzato nelle tecnologie per l’H2 fondato da Sergio Torriani ha infatti registrato un fatturato di 1,25 milioni di euro, con un valore della produzione di circa 1,3 milioni. Numeri che rappresentano una crescita considerevole rispetto al 2022, quando il fatturato era di 220.000 euro e il valore della produzione si attestava intorno ai 500.000 euro.

“Abbiamo quintuplicato il nostro fatturato in un solo anno, un risultato che sottolinea la solidità e l’efficacia della nostra strategia di crescita prudente e sostenibile”, ha dichiarato Sergio Torriani, CEO di Simplifhy.

Un altro dato rilevante è la chiusura dell’anno con un utile netto pari a circa il 6% del fatturato.

“Questo risultato è particolarmente significativo per una startup come la nostra, che opera in un mercato complesso come quello dell’idrogeno, dove molte nuove imprese registrano perdite per anni a causa degli alti costi iniziali”, ha aggiunto Torriani.

Il 2023 ha segnato anche una pietra miliare importante per Simplifhy con la realizzazione di tre impianti a idrogeno.

Guardando al 2024, le prospettive dell’azienda sono altrettanto positive: gli ordini attualmente in esecuzione prevedono un fatturato di circa 2 milioni di euro, con ulteriori opportunità in arrivo.

“Anche quest’anno prevediamo di raddoppiare il fatturato, consolidando la nostra crescita e rafforzando la nostra posizione nel mercato” ha sottolineato Jacopo Machnitz, responsabile finanziario di Simplifhy.

Questo sviluppo è sostenuto da un piano di espansione delle risorse umane e delle infrastrutture, con l’obiettivo di mantenere una crescita robusta e sostenibile.

“In base alle nostre valutazioni, entro il 2026 il volume d’affari attorno ai progetti PNRR in Italia dovrebbe aggirarsi sui 400 milioni di euro. Noi stessi siamo coinvolti in progetti, che sono ancora in fase di autorizzazione, per un valore totale di 85 milioni di euro. Questi volumi ci spingono a operare con prudenza al fine di strutturarci maggiormente e creare una solida base operativa che ci permetterà di affrontare con serenità le sfide future” ha precisato Machnitz.

Nonostante le positive previsioni, il mercato dell’idrogeno in Italia presenta ancora dei limiti. La filiera non è completamente sviluppata e mancano incentivi sufficienti per l’utilizzo dell’idrogeno da fonti rinnovabili.

“Il nostro settore è ancora fragile e dipendente da finanziamenti legati al PNRR, che sono fondamentali per il completamento degli impianti in fase di costruzione. Simplifhy rimane comunque fiduciosa che nei prossimi anni questi fattori di incertezza potranno essere risolti, permettendo al mercato italiano dell’idrogeno di decollare” ha concluso Torriani.