Snam conferma il focus sull’idrogeno e aggiunge la CCS: nasce la business unit Decarbonisation Projects

L’avvicendamento al vertice di Snam – con il passaggio del ruolo di CEO da Marco Alverà (nel frattempo approdato in Germania) a Stefano Venier (ex AD di Hera) – non ha generato rivoluzioni nella strategia del TSO nazionale, almeno per quanto riguarda l’idrogeno, ma solo una leggera correzione di rotta con un allargamento del focus a tutte le tecnologie per la decarbonizzazione, compresa la CCS (Carbon Capture and Storage).

Come detto, quindi, l’eredità della Hydrogen Business Unit di Snam non viene disconosciuta, tutt’altro. Confluirà invece – come confermato ad HydroNews dalla società – nella nuova divisione Decarbonisation Projects, guidata da Piero Ercoli, che continuerà ad occuparsi di idrogeno ma che seguirà anche progetti sulla cattura e stoccaggio della CO2, con l’obbiettivo strategico di effettuare scouting delle tecnologie più promettenti nell’ambito della transizione energetica e favorirne lo sviluppo.

Proseguirà quindi l’impegno del gruppo di San Donato Milanese sul fronte dell’H2, che nel corso degli ultimi 2 anni si è concretizzato in numerose iniziative lungo l’intera catena del valore: l’azienda, da sola o in partnership con altri player, si è finora assicurata finanziamenti per complessivi 60 milioni di euro, principalmente da iniziative europee come i programmi Horizon 2020, FCHJU (Fuel cell and Hydrogen joining undertaking), Innovation Fund.

Sul fronte delle tecnologie Snam sta supportando la sua partecipata De Nora per il progetto della gigafactory (che è stato selezionato per il programma IPCEI) ed è presenti in diverse iniziative di sviluppo e consolidamento di soluzioni di elettrolisi innovative per l’idrogeno verde, quale l’elettrolisi ad ossidi solidi.

Nella mobilità, l’azienda ha all’attivo collaborazioni sia in ambito ferroviario, in particolare con FNM e A2A sul progetto H2iseO per il primo treno a idrogeno in Valcamonica, sia aeroportuale, attraverso l’iniziativa OLGA (Horizon 2020), al quale hanno aderito gli scali Paris CDG, Zagabria, Cluj e Milano Malpensa.

Per quanto riguarda gli usi industriali, Snam è particolarmente attiva sull’acciaio, uno dei più importanti settori ‘hard-to-abate’, nel quale ha già realizzato, in collaborazione con il gruppo GIVA, una sperimentazione che ha verificato la compatibilità del processo di forgiatura con l’idrogeno.

Ma l’azienda italiana sta guidando anche iniziative finalizzate ad assicurare la piena abilitazione dell’idrogeno nelle infrastrutture gas esistenti, ed è parte del consorzio europeo HyUSPRe (Hydrogen Underground Storage in Porous Reservoirs), che ha ricevuto 2,5 milioni di euro per analizzare la compatibilità con l’idrogeno degli stoccaggi geologici.

Nell’ambito della formazione, infine, Snam ha preso parte al progetto finanziato GreenSkills4H2 che ha ricevuto un finanziamento da 3,8 milioni di euro per formare i professionisti del futuro nella catena del valore dell’idrogeno.