Snam e De Nora candidano all’IPCEI il progetto per la prima gigafactory italiana di elettrolizzatori

Snam supporterà De Nora nella realizzazione di una gigafactory italiana di elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde, progetto che la due azienda hanno candidato al programma europeo IPCEI.

A rivelarlo è stato il gruppo di San Donato Milanese, nell’ambito della presentazione del nuovo piano strategico al 2025 a della ‘vision’ al 2030, che traguarda complessivamente 23 miliardi di euro di opportunità di investimento nel periodo 2021-2030 in tre aree di crescita (reti energetiche, stoccaggio di energia e progetti green).

Snam – che aveva già parlato in diverse occasioni del progetto di una gigafactory italiana di elettrolizzatori – all’inizio di quest’anno ha investito circa 450 milioni di euro (incluso il valore attribuito alla quota in TKUCE, joint-venture tra De Nora e Thyssenkrupp) per rilevare il 35,6% di De Nora, con l’obiettivo di supportare la società nella futura fase di crescita, che potrebbe prevedere – scrive Snam confermando rumor già circolati nelle scorse settimane – anche una IPO nel corso del 2022.

Per quanto attiene allo sviluppo del business dell’idrogeno, nella sua visione al 2030 Snam ha individuato opportunità di investimento per 3 miliardi di euro sulla rete di trasporto di H2, nello specifico con il ‘repurposing’ di 2.700 km di pipeline da Mazara del Vallo a Passo Gries e Tarvisio per il trasporto di idrogeno dall’Italia verso le aree del Nord Europa a maggiore domanda, valorizzando il lavoro di test e verifica sull’infrastruttura effettuato negli ultimi anni. Si tratta – scrive il gruppo italiano – del primo passo per consentire l’export verso il Nord Europa, in particolare in Germania.

Circa 2 miliardi dovrebbero poi essere destinati a progetti di stoccaggio di energia inclusi idrogeno, anidride carbonica, gas naturale e biometano, ambito in cui si inserisce l’accordo appena firmato per l’acquisizione di una quota di minoranza nel capitale di dCarbonX,società attiva nelle geoenergie, volto a sviluppare soluzioni di stoccaggio di idrogeno e anidride carbonica in Irlanda e nel Regno Unito.

Sempre in tema di stoccaggio, Snam definisce poi “particolarmente incoraggianti” i risultati dei test condotti con università e centri di ricerca sulla possibilità di stoccare idrogeno in miscela con gas naturale fino a percentuali significative, anche al 100%, senza osservare modifiche o alterazioni. “In particolare – aggiunge l’azienda nella sua nota – è in corso un test con un reattore con una miscela di gas e idrogeno al 50% (che sarà aumentata al 100% nel 2022) alle stesse condizioni di pressione e temperatura di un bacino di stoccaggio. Sono inoltre previste analisi sul campo con un primo progetto pilota su un sito Snam per validare i risultati dei test nel lungo periodo”.

Sono poi previsti dal piano fino a 3 miliardi di investimenti per sviluppare iniziative di scala nell’idrogeno, anche in funzione di bandi e opportunità di finanziamento come PNRR e IPCEI, e nel biometano (sviluppo del portafoglio esistente di impianti di biometano per un totale di potenziali 150MW di capacità).

“Con il nuovo piano al 2025 e la visione al 2030 – ha dichiarato Marco Alverà, Amministratore delegato di Snam – proseguiamo e acceleriamo l’evoluzione del gruppo. Negli ultimi sei anni abbiamo avviato il repurposing delle nostre infrastrutture, rafforzato lo sviluppo internazionale e lanciato nuove start-up nella transizione energetica. Snam si focalizzerà progressivamente su tre macro aree di attività: trasporto, stoccaggio e nuovi progetti nell’idrogeno e nel biometano. Grazie alle nostre competenze tecniche, al nostro know-how nei gas verdi e alla nostra capacità di realizzare e gestire progetti complessi puntiamo a diventare un’azienda di infrastrutture ‘multi-commodity’. Svolgeremo un ruolo centrale in un decennio decisivo per la transizione energetica, con l’obiettivo di cogliere nuove opportunità di sviluppo in Italia e all’estero, facendo leva sul ruolo abilitante delle infrastrutture per raggiungere un’economia a zero emissioni nette”.

“In particolare – ha aggiunto Alverà – prevediamo nel medio termine la realizzazione della prima rotta di trasporto di idrogeno da Nord Africa e Sud Italia ai punti di maggiore domanda, dando in prospettiva all’Italia un ruolo di hub per le energie rinnovabili prodotte in Nord Africa e Medio Oriente. Punteremo sempre più sullo stoccaggio e aumenteremo i nostri investimenti nei gas verdi. Ridurremo le emissioni legate alle nostre attività raggiungendo l’obiettivo aziendale del net zero al 2040 ed estenderemo l’impegno di riduzione anche a società partecipate e fornitori con un nuovo target al 2030 sulle emissioni Scope 3. In questo percorso continueremo a garantire ritorni interessanti ai nostri azionisti e a dare centralità ai temi ESG nelle nostre scelte strategiche, in linea con il nostro purpose e a beneficio di tutti gli stakeholder”.

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