Snam, Tenaris e Tenova sperimentano a Dalmine l’utilizzo di idrogeno green nel ciclo di lavorazione dell’acciaio

Ha preso ufficialmente il via a Dalmine (Bergamo) la prima sperimentazione condotta in Italia presso un impianto siderurgico che prevede l’impiego di idrogeno nella lavorazione di prodotti in acciaio.

I protagonisti sono Snam, TenarisDalmine, società di Tenaris (a sua volta parte del gruppo Techint), attiva nella produzione di tubi e servizi per il mondo dell’energia, e Tenova, azienda (anch’essa parte di Techint) specializzata nello sviluppo e fornitura di soluzioni sostenibili per la transizione green dell’industria metallurgica.

Il progetto, che avrà una durata iniziale di 6 mesi, punta a valutare le prestazioni e l’affidabilità dell’utilizzo dell’idrogeno nell’industria siderurgica e, più in generale, nei settori hard to abate.

L’obiettivo è idrogeno prodotto ‘in situ’ per alimentare un bruciatore recentemente sviluppato da Tenova (100% H2 ready) installato in un forno di riscaldo per la laminazione a caldo di tubi senza saldatura, presso lo stabilimento di TenarisDalmine, a Dalmine. Il test contribuirà anche a definire e implementare linee guida sulla sicurezza e procedure di gestione dell’impianto, dando così avvio allo sviluppo di soluzioni integrate che possano ridurre in modo sostanziale le emissioni di CO2 dei processi produttivi delle industrie hard to abate.

TenarisDalmine metterà a disposizione il sito e il forno di riscaldo, contribuendo con il suo know-how all’installazione, alla conduzione e al monitoraggio delle prestazioni degli impianti siderurgici. Snam, valorizzando le proprie competenze nelle tecnologie collegate all’idrogeno e nel trasporto di molecole, metterà un sistema per l’elettrolisi alcalina – si tratta di un’unità da 500 kW di capacità, in grado di produrre di 85Nm3/h di H2 a 30 barg, consegnato al TSO italiano dall’azienda livornese ErreDue lo scorso febbraio – a disposizione di TenarisDalmine, che lo opererà per produrre l’idrogeno necessario al test.

Tenova, a sua volta, completa la value chain del processo, mettendo a fattor comune il proprio know-how sui sistemi di combustione e, in particolare, fornendo bruciatori specificamente realizzati per essere alimentati con idrogeno. Il progetto ha previsto anche il significativo contributo di Techint Engineering & Construction, azienda che fornisce servizi di progettazione e project management nel settore della transizione energetica.

Con questa prima collaborazione presso lo stabilimento di TenarisDalmine, Snam supporta un importante player industriale nella modalità “Hydrogen as a Service”, un servizio ad hoc per abilitare l’impiego dell’idrogeno decarbonizzato all’interno di stabilimenti produttivi industriali o di altri contesti applicativi, nel quale Snam fornisce in leasing il sistema di elettrolisi che verrà operato dall’utilizzatore finale.

“Progetti come questo che iniziamo a Dalmine sono molto utili per testare l’impiego di idrogeno in settori tradizionalmente complessi da decarbonizzare, come ad esempio quello dell’acciaio. Come player infrastrutturale, che non possiede la molecola né la produce, abbiamo pensato che mettere a disposizione un elettrolizzatore sia un buon modo per facilitare l’utilizzo dell’idrogeno più su larga scala, ecco perché lo chiamiamo ‘hydrogen as a service’. La transizione energetica è un processo complesso ma che per concretizzarsi ha bisogno di progetti come questo: Snam crede in questa visione e mette a disposizione tutto il suo know how per abilitarla”, ha detto Pere Margalef Valldeperez, Decarbonization Technology Solutions Director di Snam.

“Con questo progetto, che si integra con tutte le iniziative di decarbonizzazione intraprese da Tenaris (a livello globale) per ridurre la propria carbon footprint del 30% entro il 2030, verifichiamo la fattibilità e creiamo le competenze per utilizzare l’idrogeno come combustibile verde nei nostri processi industriali” ha aggiunto Michele della Briotta, Presidente Tenaris Europe.

“Siamo lieti di collaborare con Snam e TenarisDalmine in questo progetto che rappresenta un passo cruciale verso la decarbonizzazione dell’industria siderurgica” ha commentato Roberto Pancaldi, CEO di Tenova. “La sinergia tra le nostre aziende dimostra come l’innovazione possa guidare la transizione energetica, riducendo le emissioni di CO2 e creando valore per l’ambiente e la società”.