Techinnova lancia il progetto H2E: idrogeno per motori diesel (di trattori e pescherecci) prodotto da scarti organici

Produrre idrogeno a partire dai liquidi zootecnici e dall’allevamento ittico, per decarbonizzare il settore dell’agricoltura e della pesca: è questo l’obiettivo del progetto H2E, Hydrogen to Everyone, finanziato nell’ambito del bando di Regione Lombardia ‘Innovazione dei processi e dell’organizzazione delle filiere produttive e di servizi e degli ecosistemi industriali produttivi ed economici in Lombardia’.

L’iniziativa nasce grazie a un partenariato tra diverse aziende, guidate dalla capofila Techinnova, con l’obiettivo di creare in Lombardia una filiera trasversale per la produzione, stoccaggio e utilizzo di idrogeno verde – e relativa integrazione in tre specifici casi d’uso individuati – secondo logiche di economia circolare.

Come spiega Riccardo Roggeri, CEO di Techinnova, il progetto H2E rappresenta un’innovazione tecnologica ‘pronta per l’uso’, distinguendosi quindi in maniera netta dai progetti che mirano a sviluppare motori a idrogeno.

Il cuore dell’innovazione della filiera H2E risiede nella box realizzata da Acca Industries che viene installata direttamente sui normali motori diesel di trattori e pescherecci alimentati a gasolio. La box monitora costantemente le prestazioni del motore e miscela l’idrogeno con il gasolio. Questo sistema permette quindi di sfruttare le caratteristiche dell’idrogeno che consentono di aumentare la potenza del motore, grazie alla miglior proprietà detonante dell’idrogeno, riducendo dunque i consumi di combustibili fossili e le emissioni di anidride carbonica di veicoli difficilmente decarbonizzabili con altre tecniche. A questo proposito, Roggeri ha dichiarato: “Il nostro approccio non riguarda la creazione di motori a idrogeno, ma piuttosto l’applicazione dell’idrogeno a motori a scoppio tradizionali alimentati a diesel. Questo rappresenta un passo fondamentale per la transizione delle aziende attualmente orientate verso un business fondato sui combustibili fossili, e che un domani potrebbero spostare il loro focus verso l’uso dell’idrogeno come vettore energetico. Questo approccio apre nuove possibilità per la decarbonizzazione di veicoli quali trattori, pescherecci e mezzi di compattazione cittadini, che da sempre impattano molto negativamente in termini di carbon footprint”.

Il progetto H2E non mira solo a rendere utilizzabile l’H2 sui motori esistenti, ma punta a sviluppare anche un nuovo sistema per la produzione di idrogeno verde, partendo da materie prime seconde.

Diversamente da quanto accade con l’elettrolisi, in cui l’idrogeno viene prodotto a partire dall’acqua, Nutritech, uno dei partner del progetto H2E, ha infatti sviluppato un sistema di produzione di idrogeno a partire dall’ammoniaca (NH3) derivante dai liquidi zootecnici e dall’allevamento ittico. La tecnologia utilizzata per portare a termine tale processo è un catalizzatore dedicato allo strippaggio dell’idrogeno a basse temperature. “Ciò che rende il progetto H2E veramente straordinario e pienamente sostenibile è l’utilizzo e la valorizzazione di risorse precedentemente inutilizzate, o con potenzialità rimaste per gran parte inespresse, al fine di generare energia pulita” aggiunge il CEO di Techinnova.

Tutte le fasi di analisi, progettazione, realizzazione e messa in opera delle soluzioni vengono condotte tramite una piattaforma proprietaria – realizzata grazie alla collaborazione sinergica tra SNJ Media Studio, MTM, Cripax Creations, Athesys e Connecteam – che fa uso di intelligenza artificiale, machine learning, blockchain e realtà aumentata o virtuale. La commercializzazione dei prodotti e servizi derivanti dalla filiera è affidata ad una piattaforma e-commerce proprietaria detenuta da Donkey Commerce.

È quindi in virtù dell’elevato contenuto di tecnologie digitali coinvolte che il progetto H2E punta a innovare la filiera dell’idrogeno in tutte le sue fasi, a partire dalla progettazione fino al momento della commercializzazione degli output di progetto. A differenza di progettualità parallele che puntano alla realizzazione di infrastrutture hydrogen ready per le future tecnologie a idrogeno, il progetto H2E – evidenziano i promotori – ribalta diametralmente il paradigma in ottica ready to use: l’imperativo è produrre soluzioni a idrogeno pronte all’uso, sfruttando appieno il potenziale di motori già esistenti.