Tecnologie per l’H2: Baker Hughes investe nella start-up toscana Nemesys

Il gruppo internazionale Baker Hughes ha deciso di consolidare la sua presenza nella filiera italiana dell’H2 investendo in Nemesys, una start-up italiana con sedi a Firenze e Pontedera, specializzata nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie innovative per l’intera catena del valore nella filiera dell’idrogeno, dalla produzione, al trasporto, allo stoccaggio e utilizzo finale.

La collaborazione, che si concretizzerà tramite l’acquisizione da parte di Baker Hughes di una significativa quota di minoranza della start-up, prevede anche l’ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Nemesys di Paolo Noccioni, Presidente di Nuovo Pignone, Turbomachinery & Process Solutions, Baker Hughes.

Questo investimento permetterà a Baker Hughes, azienda globale presente in oltre 120 paesi con forte radici e presenza in Italia (circa 5.000 dipendenti su sette siti produttivi), di beneficiare delle attività di ricerca e sviluppo della start-up nell’ambito dell’idrogeno, contribuendo a consolidare la creazione di una filiera italiana in questo settore. Nemesys, a sua volta, verrà supportata da Baker Hughes per quanto riguarda le fasi di prototipazione e di commercializzazione delle tecnologie, beneficiando della scala globale e dell’accesso al mercato del gruppo, accelerando quindi lo sviluppo di nuovi prodotti.

Nemesys – start-up innovativa fondata nel 2015 da Marco Matteini, manager con oltre 30 anni di esperienza nel settore dell’energia già pioniere nello sviluppo del settore fotovoltaico italiano, con il coinvolgimento di Alessandro Tampucci, chimico inventore con numerosi brevetti all’attivo nell’ambito dell’idrogeno, esperto nello sviluppo di catalizzatori e membrane polimeriche – si è già distinta per aver brevettato tecnologie innovative destinate a diversi settori e applicazioni, come l’elettrolizzatore alcalino ad altissima efficienza e la batteria a idrogeno ricaricabile a bassa pressione, oltre ad altre tecnologie in ambito aeronautico.

“La tecnologia gioca un ruolo chiave per rendere sostenibili e competitive le nuove frontiere energetiche, decisive per la generazione di energia sicura e pulita per le persone e per il pianeta” ha commentato Paolo Noccioni, Presidente di Nuovo Pignone, Turbomachinery & Process Solutions, Baker Hughes “Siamo convinti che le tecnologie a idrogeno ‘made in Italy’ abbiano il potenziale per ricoprire un ruolo importante anche a livello globale per sostenere l’obiettivo di un futuro a emissioni zero: l’accordo con Nemesys va proprio in questa direzione. L’idrogeno fa parte della storia stessa di Baker Hughes: ricordiamo che risale al 1962 lo sviluppo del nostro primo compressore di idrogeno, mentre nel 2008 abbiamo prodotto la prima turbina alimentata al 100% a idrogeno. Continueremo quindi a investire in questa risorsa per accelerare la transizione energetica”.

“L’idrogeno è l’elemento più abbondante sulla terra e nell’intero universo, è altamente energetico e pulito, per questo è considerato il vettore energetico ideale per supportare la transizione energetica. Ma presenta anche delle criticità che ne hanno impedito fino ad oggi la diffusione in ambito civile e su larga scala.” ha aggiunto Marco Matteini, Amministratore Delegato di Nemesys. “Nemesys si è concentrata su queste criticità e ha sviluppato tecnologie innovative da industrializzare, allo scopo di migliorare l’efficienza dell’intero ciclo, la sicurezza, la praticità d’uso e i costi di sistema. Sono molto contento di poter contare su una partnership industriale importante del calibro di Baker Hughes, la quale potrà portare su scala globale le nostre soluzioni per contribuire insieme allo sviluppo di tecnologie energetiche sempre più sostenibili.”