TES studia un possibile polo del gas naturale sintetico in Oman, in collaborazione con OQ Alternative Energy

TES (Three Energy Solutions) e OQ Alternative Energy, corporation energetica con base in Oman, hanno firmato un Joint Study Agreement finalizzato a valutare la fattibilità di un impianto di produzione di gas naturale sintetico (e-NG, ricavato combinando idrogeno verde e CO2) nel sultanato mediorientale.

Il Paese, grazie alle abbondanti risorse in termini di energia eolica e solare, e ad un quadro normativo incentivante – ricorda l’azienda tedesca, partecipata e guidata dal manager italiano Marco Alverà – si propone come un hub internazionale dell’idrogeno verde, puntando a raggiungere un livello produttivo di oltre 1 milione di tonnellate all’anno di H2 green entro il 2030.

Motivo per cui TES, che lo scorso marzo ha c-ofondato (insieme ad altri big player dell’industria energetica globale come TotalEnergies, Engie, Sempra Infrastructure, Mitsubishi Corporation, Tokyo Gas, Osaka Gas e Toho Gas) la e-NG Coalition, ha individuato l’Oman come location ideale per la realizzazione di un polo produttivo del gas naturale sintetico, molecola che essendo chimicamente identica al gas naturale di origine fossile può essere trasportata, distribuita e gestita senza necessità di nuove infrastrutture dedicate.

“Questo accordo con OQ Alternative Energy conferma il nostro impegno nel portare avanti la transizione energetica globale e nello sviluppo delle nostre attività in Medio Oriente” ha commentato Marco Alverà, CEO e co-fondatore di TES. “Facendo leva sulle competenze di OQAE, un leader mondiale nell’industria dell’energia, potremo produrre idrogeno verde su scala industriale, rendendo i fuel sintetici disponibili e competitivi a livello di costo”.

Najla Al Jamali, CEO di OQ Alternative Energy, ha aggiunto: “Il nostro gruppo è impegnato a contribuire alla transizione energetica dell’Oman costruendo partnership e sviluppando soluzioni innovative che possano poi essere implementate. Questa collaborazione ci consente di studiare e identificare nuove opportunità nel segmento downstream, diversificando i mercati di sbocco dell’idrogeno verde”.