Test nell’aeroporto di Bristol con un trattore per bagagli a idrogeno che ha operato a servizio di un aereo easyJet

Per la prima volta nel Regno Unito, presso l’aeroporto di Bristol, è stato portato a termine un rifornimento sperimentale di idrogeno ad un trattore per la movimentazione bagagli: si è trattato di un’operazione coordinata dalla compagnia easyJet, implementata nell’ambito del progetto Acorn.

L’esperimento, completato con successo, conferma – sottolinea la società di gestione dell’aeroporto di Bristol in una nota – che l’H2 può essere utilizzato in maniera sicura, nel corso delle regolari operazioni dello scalo (il trattore in questione ha operato al servizio di un aero easyJet in attività), per alimentare i mezzi da piazzale e ridurne quindi le emissioni.

Il Progetto Acorn è in fase di sviluppo da oltre un anno e coinvolge numerosi stakeholder, tra cui Cranfield Aerospace Solutions, Cranfield University, Connected Places Catapult (CPC), DHL Supply Chain, Fuel Cell Systems, l’istituto di ricerca IAAPS, Jacobs, Mulag e TCR.

I partner intendono utilizzare le informazioni ottenute da questa sperimentazione per definire standard e ‘best practices’ utili ad aeroporti, linee aere, autorità ed enti di regolazione per sviluppare un quadro normativo adeguato ad agevolare la diffusione dell’idrogeno nell’industria dell’aviazione.

“È certo che l’idrogeno avrà un ruolo importante nella decarbonizzazione dell’aviazione a corto raggio” ha commentato David Morgan, Chief Operating Officer di easyJet. “La tecnologia sta progredendo molto rapidamente, ma non esiste ancora un sistema di regole in grado di definire le modalità con cui questo combustibile potrà essere utilizzato. Per questo le sperimentazioni sono fondamentali per raccogliere dati su cui basare la definizione di una nuova normativa”.